Nel primo sabato del mese di luglio 2024, si rinnova la preghiera del Santo Rosario dedicata ai bambini abbandonati di tutto il mondo e alle famiglie adottive e affidatarie. Silvana e Giuseppe Salomoni (Comunità La Pietra Scartata, Diocesi di Bologna, Regione Emilia Romagna). Prega insieme a noi, sabato 6 luglio, alle ore 21.00
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,14-17)
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

Il commento di Silvana e Giuseppe
Gesù ci invita continuamente a riflettere, ad andare oltre i luoghi comuni. A volte è più semplice vedere il male e non accettare la fatica della speranza, non impegnarsi a considerare il mondo con occhi diversi capaci di voltarsi indietro e di guardare oltre il presente. Accettare di attraversare il dolore per superarlo, una tempesta che vuol pensare al sole che ritorna. Una sofferenza che non vuole essere una punizione, ma un passaggio a vita nuova.
Così un fallimento adottivo non può fornire l’alibi della rinuncia, ma va colto con uno sguardo diverso; l’accoglienza è portatrice di una opportunità, un valore aggiunto che a volte può non essere colto; nasce come urgenza di riscatto, un atto di giustizia, ma poi non è una favola dove “vissero tutti felici e contenti”! C’è in corso una relazione tra diversi soggetti, ci sono più storie che si intersecano, c’è una vita da vivere, c’è uno scenario diverso ogni volta.
Parlare di fallimento è constatare una difficoltà, dolorosa e faticosa, ma Gesù non paga il sabato e il compenso arriva quando è il momento, anche se i nostri tempi e la nostra pazienza pretenderebbero la busta dopo il meritato lavoro.
Lui si fa riconoscere al momento giusto. Lui è il Maestro dell’attesa. Lui è il Maestro delle strade diverse. Lui sa cogliere le nostre vie. Così diverso appare il figlio, così irresponsabile… così arrabbiato… , ma alla famiglia deve sempre restare l’attesa, la speranza verso un domani, la certezza comunque di far parte di un progetto divino, di essere il ricamo in una tela che sempre sarà nuova anche quando – può succedere – il filo si strappa.
Preghiamo
Nel primo mistero della gioia, contempliamo l’annuncio dell’angelo a Maria
Preghiamo perché Maria ci sostenga, preghi per noi quando siamo in difficoltà.
Nel secondo mistero della gioia, contempliamo la visita di Maria a Santa Elisabetta
Preghiamo affinché la nostra sofferenza non ci accechi e ci consenta sempre di vedere quella degli altri.
Nel terzo mistero della gioia, contempliamo la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme
Preghiamo per tutti i bambini soli, il loro silenzio ci disturbi e scuota le nostre coscienze.
Nel quarto mistero della gioia, contempliamo la presentazione di Gesù al tempio
Maria regina della pace insegnaci a coltivarla giorno per giorno.
Nel quinto mistero della gioia, contempliamo il ritrovamento di Gesù nel tempio
Maria, prega per noi, donaci di accoglierci reciprocamente ogni giorno.
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