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Dopo la morte, la nostra anima dovrà solo aspettare fino al giudizio universale?

Con l’arrivo del Messia, tutto cambia: con la resurrezione di Gesù Cristo sono arrivati gli “ultimi tempi“

Gent.ma Redazione, ieri, forse anche sollecitato dalla notizia della morte di Papa Benedetto XVI°, mi è venuta in mente una frase di Shakespeare, in Amleto, “morire, dormire, nient’altro…” ma per noi cristiani, dopo la morte, in attesa del giudizio finale, la nostra anima, dovrà solo aspettare…? Attendo con interesse, una vostra risposta per chiarire i miei dubbi.

Ezio

 

Caro Ezio,

grazie per la domanda, che permette anche a noi di fare una riflessione, su ciò che ci attende dopo la nostra morte. Ci viene in aiuto, un articolo apparso su ALETEIA, che tocca questa problematica, riportando un testo del vescovo della diocesi di Palmares, Brasile, Henrique Soares Da Costa, che approfondisce l’argomento.

Si parte dall’affermazione, che nel vecchio testamento, si pensava che i defunti andassero nello Sheol (dimora dei morti) senza distinzione tra buoni e cattivi, in attesa del giudizio finale; quindi, i defunti rimanevano in una situazione di attesa.

“Nel Nuovo Testamento con l’arrivo del Messia, tutto cambia“, con Cristo, sono arrivati gli “ultimi tempi“.

Nel Vangelo di Luca (23,42s), a proposito del buon ladrone, questo diceva: “Gesù ricordati di me, quando entrerai nel Tuo regno” e Cristo rispose: “Io ti dico in verità, oggi tu sarai con Me in paradiso”. Il regno era quindi già arrivato e con la resurrezione di Gesù anche gli ultimi tempi. “Ora non c’è più motivo di rimanere in attesa, Con Cristo è già giunto il giorno del giudizio!“. Il paradiso, stato finale della beatitudine è stare con Cristo già ora, la Sua morte ne apre le porte. Per questo motivo San Paolo preferisce lasciare la vita terrena: “Siamo pieni di fiducia e preferiamo partire dal corpo e abitare con il Signore (2Cor 5,8)“. In altri testi, sempre San Paolo conferma quanto detto.

“Appare chiarissimo nel Nuovo Testamento, che dopo la morte, partiamo per stare con Cristo“. Sbagliano allora quanti affermano che si rimanga a dormire fino alla resurrezione finale. Affermare che rimaniamo in attesa, è dimenticare che Cristo è risorto, che con Lui resuscitiamo alla vita. Negare che dopo la morte saremo con Cristo è disconoscerne la Sua resurrezione. “Io sono la resurrezione e la vita, chi crede in Me anche se muore vivrà chiunque crede in Me non morirà in eterno (Gv 11,25-26)”.

Caro Ezio, spero di averti aiutato a capire quale grande regalo il Padre ci ha fatto donandoci Suo figlio Gesù, che con la Sua sofferenza, prendendo su di Sè i nostri peccati, e con la Sua morte e resurrezione, ha aperto le porte del paradiso senza che si debba attendere, perché con Lui è già arrivato il giorno del giudizio, che verrà completato in quello universale alla fine del mondo, con la resurrezione dei corpi. Spero che quanto detto ti possa aiutare, per meglio comprendere e per sentirti sempre più amato del Signore.

 

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