La confessione è “il Sacramento della gioia“, “il rimedio per i momenti nella vita, in cui siamo giù”
Cara redazione,
seguo sempre con interesse le vostre notizie e riflessioni, specialmente quelle che inducono a delle profonde introspezioni del proprio essere cristiani. Per cui – vi confesso approfittando dell’anonimato che questo mezzo consente – vorrei chiedervi di darmi qualche indicazione sul senso che potrebbe avere ancora oggi la confessione. Sono sempre meno le persone che si accostano a questo sacramento e anche io … sono fra queste e da molti anni anche… Grazie di cuore.
Giuseppe

Caro Giuseppe,
innanzitutto, ti ringraziamo per la tua domanda che ci permette di toccare un argomento davvero delicato ed importante per ogni cristiano.
Chiedendoci quale sia il senso attuale della confessione, metti allo scoperto la tua sensibilità che ti spinge a cercare una conferma a quello che senti germogliare in te, ad avere una risposta per la tua coscienza e il dubbio è un fattore indispensabile per la crescita dell’uomo e del cristiano.
Credo che la migliore risposta alla tua domanda possano essere le parole del Santo Padre, pronunciate lo scorso settembre, ai giovani riuniti per incontrarlo nello stadio di Košice e riportate da Vatican News.
La confessione è “il Sacramento della gioia“, “il rimedio per i momenti nella vita, in cui siamo giù”.
“Non si va a confessarsi come dei castigati che devono umiliarsi, ma come dei figli che corrono a ricevere l’abbraccio del Padre. E il Padre ci risolleva in ogni situazione, ci perdona ogni peccato. Sentite bene questo: Dio perdona sempre! Avete capito? Dio perdona sempre!”. Non si va da un giudice a regolare i conti, ma “da Gesù che mi ama e mi guarisce”.
Il Santo Padre, come sottolinea Vatican News, offre uno sguardo nuovo sul sacramento della confessione e ci chiede di non rimanere “prigionieri per la vergogna” dei nostri peccati. “La vergogna è una cosa buona – osserva Papa Francesco, ma va superata, perché – Dio non si vergona mai di te”.
In molti casi per l’uomo di oggi, il senso del peccato è una sofferenza da soffocare, non un richiamo per rivisitare, con l’aiuto della confessione il nostro vissuto. Riappropriamoci della dignità che il Padre ci ha dato, combattiamo la “Buona Battaglia” come dice S. Paolo.
Tu caro Giuseppe, sei certamente sulla buona strada. Fai questo piccolo, ma grande passo, parla con il sacerdote, che non ha altro desiderio di dirti che Dio ti ama e ti sentirai compreso, pronto ad abbracciare il Padre e a continuare con entusiasmo la tua vita.
La redazione
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