Buongiorno,
sono Gaetano, ho 47 anni e mi sono sempre definito un credente praticante.
Oggi, onestamente, mi trovo un po’ in difficoltà con i vaccini per il Covid e non ho ancora deciso di vaccinarmi. Però, mi chiedo, anche dopo i richiami di Papa Francesco e in vista di quello che potrebbe decidere il governo: per un cristiano il vaccino è un “obbligo”?Grazie per il chiarimento che vorrete darmi.
Cordiali saluti.
Gaetano
Gentile Gaetano,
la tua domanda è comprensibile e pone un quesito che altri cristiani cattolici hanno, anche se magari non la esplicitano.
Sulla questione ha fatto una bella riflessione il teologo Pino Lorizio su Famiglia Cristiana.
Il suo punto di partenza è la frase del Discorso a Diogneto in cui si dice “[I cristiani] osservano le leggi, ma col loro comportamento le superano”. Una frase che, applicata alla situazione di oggi, suggerisce come i cristiani non siano chiamati “ad aspettare disposizioni prescrittive per operare il bene, in quanto obbediamo all’imperativo etico di cercare sempre non solo la salvaguardia dei nostri interessi, ma anche quella altrui”.
Non è tanto l’obbligo vaccinale a essere auspicabile, dunque, secondo Lorizio, quanto piuttosto un un’operazione persuasiva a livello informativo ed educativo “perché se ne comprenda l’utilità e oserei dire la necessità”.
In secondo luogo – prosegue la riflessione – anche la vaccinazione va inquadrata nel più ampio contesto “di quella che Hans Jonas chiamava un’ ‘etica della responsabilità’, che presuppone la capacità di rendersi conto di quanto attiene al ‘bene comune’, senza fermarsi al proprio interesse privato”.
Anche in questo caso, il coraggio di compiere una scelta responsabile può arrivare dall’affidarsi a informazioni e strumenti attendibili, “senza fermarsi alle fake news e alle ideologie propagandistiche”.
Infine, Lorizio richiama il fatto che luogo ultimo della decisione “è la coscienza della persona, inviolabile, persino da Dio che non ci costringe al bene e non ci ferma se stiamo per compiere delle scelte errate”. Ancora una volta il richiamo è ai mezzi di comunicazione e ai politici che illuminino con onestà intellettuale le coscienze. Coscienze che, nella nostra situazione: “si misurano con paure, spesso indotte, talvolta anche legittime, che trattengono alcuni dal compiere il gesto responsabile che è loro richiesto. Non solo la persuasione, ma la vicinanza a queste esistenze può convincere ed aiutare a superare i falsi timori e ad affrontare con fiducia la vaccinazione. Lo Stato, tuttavia, ha da parte sua il dovere di salvaguardare la salute di tutti e quindi di impedire a chi potrebbe metterla in pericolo di danneggiarla. Come credenti non abbiamo alcun bisogno di attendere l’imposizione per compiere ciò che è giusto e quindi cerchiamo di superare i nostri pur legittimi timori, nella consapevolezza che stiamo affrontando un rischio che vale la pena correre”.
Speriamo che questa bella riflessione possa aiutarla nella sua decisione.
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