Spettabile redazione,
sono sempre stato un cattolico praticante, con mia moglie ci siamo sposati in Chiesa e abbiamo avuto due magnifici figli. Purtroppo, la nostra relazione è giunta al termine oramai alcuni anni fa e non per mia volontà. Oggi ho finalmente ritrovato la stabilità con una nuova compagna. Ci siamo uniti civilmente e attendiamo la nascita della nostra prima figlia. Il non poter avvicinarmi all’eucarestia è un momento che davvero mi manca. Seppure non sia più possibile partecipare a questo sacramento, è comunque possibile riprendere il mio cammino di fede all’interno della comunità?
Marcello
Gentile Marcello,
i suoi dubbi trovano risposta nelle parole del Papa pubblicate nell’esortazione apostolica Amoris laetitia:
“Benché sempre proponga la perfezione e inviti a una risposta più piena a Dio, «la Chiesa deve accompagnare con attenzione e premura i suoi figli più fragili, segnati dall’amore ferito e smarrito, ridonando fiducia e speranza, come la luce del faro di un porto o di una fiaccola portata in mezzo alla gente per illuminare coloro che hanno smarrito la rotta o si trovano in mezzo alla tempesta» (A.L. 291)
Pur non approvando la rottura del vincolo matrimoniale suggellato davanti da Dio, la Chiesa quindi sottolinea l’assoluta importanza di integrare tutti, ridonando “fiducia e speranza” e aiutando ciascuno a “trovare il proprio modo di partecipare alla comunità ecclesiale – perché come sottolinea il Papa – Nessuno può essere condannato per sempre, perché questa non è la logica del Vangelo!”.
L’importanza del discernimento morale
Ogni persona, anche divorziata, mantiene una propria dignità e capacità morale anche se non si trovi a vivere una situazione conforme alla legge morale dettata dalla Chiesa.
Ciò che è davvero importante compiere, caro Marcello è “un responsabile discernimento personale e pastorale” che permetta una presa di coscienza sulla propria personale situazione davanti a Dio.
Come fare?
“In questo processo- raccomanda il Santo Padre nell’esortazione apostolica A.L. – sarà utile fare un esame di coscienza, tramite momenti di riflessione e di pentimento. I divorziati risposati dovrebbero chiedersi come si sono comportati verso i loro figli quando l’unione coniugale è entrata in crisi; se ci sono stati tentativi di riconciliazione; come è la situazione del partner abbandonato; quali conseguenze ha la nuova relazione sul resto della famiglia e la comunità dei fedeli; quale esempio essa offre ai giovani che si devono preparare al matrimonio. Una sincera riflessione può rafforzare la fiducia nella misericordia di Dio che non viene negata a nessuno». (300 A.L.)
Inoltre, un accompagnamento pastorale appropriato è fondamentale per porsi in condizione di comprendere la volontà di Dio e costruire un nuovo incontro con LUI.
La Chiesa pur non volendo ridurre in nessun modo le “esigenze del Vangelo”, ammette, che sia “possibile e necessario un discernimento speciale in alcune situazioni dette “irregolari”. Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega infatti come «L’imputabilità e la responsabilità di un’azione possono essere diminuite o annullate dall’ignoranza, dall’inavvertenza, dalla violenza, dal timore, dalle abitudini, dagli affetti smodati e da altri fattori psichici oppure sociali» – mentre- In un altro paragrafo fa riferimento nuovamente a circostanze che attenuano la responsabilità morale, e menziona, con grande ampiezza, l’immaturità affettiva, la forza delle abitudini contratte, lo stato di angoscia o altri fattori psichici o sociali. Per questa ragione, un giudizio negativo su una situazione oggettiva non implica un giudizio sull’imputabilità o sulla colpevolezza della persona coinvolta”. (302 A.L.).
Caro Marcello, la misericordia di Dio attraverso il messaggio del Vangelo, può raggiungere il cuore di ogni persona. “Gesù stesso si presenta come Pastore di cento pecore, non di novantanove. Le vuole tutte. A partire da questa consapevolezza, si renderà possibile che «a tutti, credenti e lontani, possa giungere il balsamo della misericordia come segno del Regno di Dio già presente in mezzo a noi». (309)
Si accosti quindi con fiducia a un colloquio con un sacerdote perché “Non sempre troverà in essi una conferma delle proprie idee e dei propri desideri, ma sicuramente riceverà una luce che permetterà di comprendere meglio quello che sta succedendo e potrà scoprire un cammino di maturazione personale”.
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


