Leone XIV esorta ad accompagnare “questo tempo di delicato lavoro diplomatico” con la preghiera e invita alla veglia di preghiera per la pace in programma domani sabato 11 aprile alle ore 18.00 nella Basilica di San Pietro
Mercoledì 8 aprile u.s., coi fedeli presenti all’udienza generale, Papa Leone XIV ha condiviso la propria “soddisfazione” per l’annuncio del presidente Trump di rinviare la scadenza dell’ultimatum all’Iran inaugurando due possibili settimane di tregua e di trattative. Questo dopo l’annuncio di un’azione contro la Repubblica Islamica in grado di “cancellare” quell’intera civiltà. Parole, quelle di Trump, che avevano suscitato molte reazioni nel mondo: lo stesso Pontefice, senza possibili fraintendimenti, aveva definito tale atteggiamento una “minaccia inaccettabile” esortando tutti a pregare affinché ai governanti e alle autorità statunitensi potesse arrivare l’accorato appello “non vogliamo la guerra, vogliamo la pace”.
Diplomazia e dialogo
L’auspicato termine delle ostilità in Medio Oriente trova un piccolo spiraglio tramite una tregua, esile quanto importante anche se ancora asimmetrica nelle due aree di conflitto (in Iran e in Libano). Mentre si cercano le strade per raggiungere un accordo a lungo termine, tenendo conto delle diverse condizioni per la situazione in Libano e la libera navigazione nello stretto di Hormuz, Leone XIV ha accolto “con soddisfazione” le due settimane di cessate il fuoco, che sono state annunciate dopo “le ultime ore di grande tensione per il Medio Oriente e per tutto il mondo”. Sono “un segno di viva speranza”, ha dichiarato il Papa ai pellegrini riuniti in Piazza San Pietro:
“Solo attraverso il ritorno al negoziato si può giungere alla fine della guerra. Esorto ad accompagnare questo tempo di delicato lavoro diplomatico con la preghiera, auspicando che la disponibilità al dialogo possa divenire lo strumento per risolvere le altre situazioni di conflitto nel mondo”
11 Aprile 2026: una veglia per la pace
Il desiderio del Santo Padre è inaugurare tra i contendenti e con il contributo multilaterale di tutti, un processo di dialogo e di reciproco rispetto, di alta diplomazia, in grado di disinnescare la follia della guerra. Papa Leone XIV ha quindi invitato tutti, i fedeli e quanti hanno a cuore la pace nel mondo, alla Veglia di preghiera per la pace; la domenica di Papa Leone XIV aveva chiesto di far «udire il grido di pace che sgorga dal cuore», invitando tutti a raccogliersi con lui nella veglia di preghiera, un appuntamento che si colloca nel solco di altri simili eventi convocati negli anni da Papa Francesco e prosegue quello dell’11 ottobre 2025, quando il Pontefice aveva già inteso proporre un momento di preghiera e di raccoglimento per implorare la pace per il mondo.
“Rinnovo a tutti l’invito a unirsi a me alla veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella Basilica di San Pietro sabato 11 aprile”
Anche la Conferenza Episcopale Italiana ha comunicato la piena condivisione per l’iniziativa e la piena adesione all’appello delle Chiese; nella circostanza, dichiara il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI: «Noi cristiani sappiamo che è possibile sperare contro ogni speranza, nonostante la morte che vediamo presente – come ci ha ricordato il Papa – “nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge”. Per questo, invitiamo i sacerdoti, i religiosi, le religiose e tutto il popolo dei credenti a partecipare alla veglia presieduta dal Papa o a raccogliersi in preghiera nelle comunità locali: fermiamo il vortice del dolore, della sofferenza e della devastazione, diciamo il nostro ‘no’ alla guerra, non abituiamoci all’orrore».
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