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Il Papa e l’adozione spirituale di un bambino concepito

Leone XIV ha ricordato che ogni 25 marzo, in coincidenza con la solennità dell’Annunciazione, “in Polonia si celebra la Giornata della Santità della Vita”, occasione per promuovere l’adozione spirituale di un bambino concepito

“Oggi in Polonia si celebra la Giornata della Santità della Vita. Abbiamo davvero bisogno di iniziative come quella dell’Adozione spirituale di un bambino concepito, che viene lanciata proprio oggi. In un tempo segnato dalla follia della guerra è importante difendere la vita dal concepimento al suo naturale tramonto. Vi benedico tutti!”

Con queste parole Papa Leone XIV, al termine dell’udienza generale di mercoledì 25 marzo u.s., ha significativamente rivolto il proprio saluto ai cittadini polacchi presenti in piazza san Pietro.

Un appello, quello del Santo Padre, alla tutela della vita, dal concepimento al suo naturale tramonto, formulato con il pensiero rivolto a quanti vivono in condizioni di conflitto e in territori devastati dalle guerre. Mentre in diverse parti del mondo conflitti e ostilità continuano a seminare morte, Leone XIV ha chiesto per l’ennesima volta la protezione e la salvaguardia delle vite umane.

Il Pontefice ha colto l’occasione nel saluto rivolto ai pellegrini polacchi, ricordando che in Polonia viene celebrata la Giornata della Santità della Vita in occasione della quale viene promossa l’Adozione spirituale di un bambino concepito.

Nella solennità dell’Annunciazione dell’angelo a Maria, ricorre in Polonia la Giornata dedicata alla santità della vita, un bene supremo e sacro da tutelare, proteggere e valorizzare in qualsiasi condizione si presenti. Istituita nel 1998, su iniziativa della Conferenza Episcopale polacca, trova il suo senso nell’enciclica “Evangelium vitae” in cui san Giovanni Paolo II sottolineava che “l’uomo e la sua vita ci appaiono come uno dei prodigi più alti della creazione” e fosse opportuno “risvegliare nelle coscienze, nelle famiglie, nella Chiesa e nella società secolare, la sensibilità al senso e al valore della vita umana in ogni momento e in ogni condizione”.

Dal 2004 la ricorrenza è ogni anno preceduta dalla Giornata nazionale a favore della vita, celebrata il 24 marzo: per volontà del Parlamento polacco, la Giornata per la vita intende “incoraggiare la riflessione sulle responsabilità delle autorità nazionali, della società civile, e dell’opinione pubblica nella protezione e il rispetto della vita umana, e soprattutto dei più deboli”.

l’Adozione spirituale di un bambino concepito è un’iniziativa semplice che presto si è diffusa in tante parti del mondo: si tratta di una preghiera quotidiana che accompagna per nove mesi la vita di un bambino concepito in pericolo di vita, una prassi che si può iniziare in qualsiasi giorno dell’anno. Il Papa auspica che altre simili iniziative, di cui – afferma – c’è “davvero bisogno”, possano germogliare nel mondo.

Diverse le proposte che si possono individuare nel creativo tessuto ecclesiale in Italia: oltre alla proposta della parrocchia san Pio X di Roma, vi sono indicazioni anche del santuario parrocchia santa Maria in Porto di Ravenna. Lo scorso anno gli Uffici diocesani Famiglia e Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio hanno presentato l’iniziativa “Nuovi inizi. Una preghiera per adottare una vita“. L’iniziativa è presente nel sito web de “i nidi dell’Immacolata” di Viterbo, in quello del Movimento e centro di aiuto alla vita di Varese e della parrocchia Santa Croce di Vinchiaturo (CB).

Delle diverse proposte, riportiamo quella presente nel sito dell’associazione privata di fedeli “Piccoli figli della Luce”:

Chi desidera può pregare ogni giorno, per nove mesi; qualunque forma di preghiera è gradita a Dio (basta anche una sola Ave Maria al giorno, con questa intenzione), l’importante è che venga recitata con il cuore e con perseveranza per nove mesi.

Questa una possibile preghiera che può essere formulata ogni giorno (per nove mesi):

Signore Gesù Cristo, per intercessione della tua SS. Madre e del suo castissimo sposo San Giuseppe, che come genitori esemplari si sono presi cura di Te, salva il bambino “non ancora nato e in pericolo di vita” e dona ai suoi genitori il coraggio e l’amore necessari per accogliere il figlio, che Tu stesso hai loro donato. Te lo chiediamo per la tua dolorosa Passione, per le tue sante Piaghe, per il tuo Preziosissimo Sangue e per le lacrime della tua SS. Madre. Amen.

L’adozione spirituale di un bambino generato, ma non ancora partorito, è un ulteriore possibile gesto d’amore che riconosce anche nel concepito una persona, fratello o sorella, in dignità. È un modo per accompagnare la sua attesa e sostenere chi nella fragilità, nella debolezza, nell’indigenza, nell’incertezza, nella paura, si espone alla tentazione di un suo rifiuto affinché possa riconoscere la dignità di quella persona, di quella vita, quale esistenza amata dal Padre come quella di chiunque.

Non un gesto o giudizio di condanna per chi ha abortito o ne coltiva l’ipotesi; neppure per chi suggerisce, procura o difende l’aborto, ma atto di testimonianza che suggerisce un altro possibile orizzonte, una diversa e autenticamente libera prospettiva per accostare l’esercizio del disporre della propria e altrui corporeità, per affrontare l’imprevisto, la disperazione, il disorientamento, il rimorso, mostrando che è possibile vivere secondo la misericordia di Dio, più grande di ogni fallimento, presunzione, rifiuto ed errore.

Un altro volto dell’adozione, quella “spirituale”, che in sequela al Signore intende esprimere prossimità, solidarietà e vicinanza, premurosa presenza che non abbandona e non lascia soli, mai.

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