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Il deserto, l’abbandono e quella voce che manca: perché leggere “…ma Dio tace” in questa Quaresima?

“…ma Dio tace” di Marco Griffini (Edizioni Ancora) non è solo un libro; è un corpo a corpo con il mistero più scomodo della fede. È la lettura perfetta per accompagnarci verso la Pasqua

La Quaresima è, per definizione, il tempo del deserto. E nel deserto, si sa, la caratteristica principale non è la sabbia, ma il silenzio. Spesso cerchiamo di riempire questi quaranta giorni con buoni propositi e preghiere affannose, come se volessimo “convincere” Dio a farsi sentire. Ma cosa succede quando, nonostante le nostre grida, il cielo resta muto?

Dio non risponde, ma “accade”

Marco Griffini, fondatore di Ai.Bi. Amici dei Bambini, non scrive dalla cattedra di un teologo, ma dalla trincea dell’accoglienza. Il suo punto di partenza è il dolore più puro e inspiegabile: quello dei bambini senza famiglia. Di fronte a un bambino abbandonato, la domanda “Perché?” cade nel vuoto.
Il libro ci insegna che il silenzio di Dio non è assenza o indifferenza, ma uno spazio lasciato alla nostra libertà e alla nostra carità. Se Dio intervenisse sempre con un miracolo spettacolare, noi dove saremmo?

Una Quaresima senza sconti

Consigliare questo libro per la Quaresima significa accettare una sfida:

  • Smettere di cercare risposte facili: la fede non è un distributore automatico di certezze.
  • Abitare il silenzio: imparare che Dio parla spesso attraverso i fatti, le persone e, paradossalmente, attraverso i nostri “sì” agli altri.
  • Dall’io al noi: Griffini ci sposta dall’introspezione sterile all’azione concreta. La sua è una vera e propria “mistica del fare”.

Una lettura scomoda per cuori coraggiosi

Leggere questo libro in Quaresima significa spogliarsi dell’ipocrisia di una fede fatta di riti meccanici. Griffini ci invita a interrogarci su:

  • La nostra sordità: siamo sicuri che sia Dio a tacere, o siamo noi che abbiamo alzato troppo il volume del nostro egoismo per non sentire il Suo sussurro nel povero?
  • L’attesa: come viviamo i momenti di siccità spirituale? Li consideriamo un fallimento o un’opportunità di crescita?
  • La paternità/maternità spirituale: siamo pronti a farci carico del silenzio altrui, diventando noi stessi risposta?

Perché sceglierlo come compagno di cammino?

A differenza di molti saggi spirituali, “…ma Dio tace” è intriso di vita vissuta. È un diario di bordo di chi ha visto il buio delle istituzioni totalizzanti per l’infanzia e ha cercato di portare la luce della famiglia. È un invito a passare da una “fede dei perché” (che cerca spiegazioni razionali al male) a una “fede del per chi” (che si rimbocca le maniche davanti al dolore).

In queste quaranta giorni verso la Risurrezione, Griffini ci prende per mano e ci mostra che la vera Pasqua non è la fine del silenzio di Dio, ma la scoperta che in quel silenzio Dio stava lavorando attraverso le nostre mani.

Non c’è bisogno di capire tutto per amare. Anzi, è proprio quando smettiamo di pretendere spiegazioni che iniziamo veramente ad accogliere l’Altro.”

Perché leggerlo proprio ora?

In un mondo saturo di rumore, opinioni e notifiche, il silenzio di Dio descritto da Griffini è rigenerante. Ci costringe a guardare dove di solito distogliamo lo sguardo: verso gli ultimi, i dimenticati, i “piccoli” che Dio sembra aver lasciato soli, ma che in realtà ha affidato alle nostre mani.

Il silenzio di Dio è la sua parola più difficile da ascoltare, ma è l’unica che può veramente cambiare il cuore.”

In conclusione

Se quest’anno volete vivere una Quaresima che non sia solo “rinuncia alla cioccolata”, ma un viaggio profondo nel senso della vostra presenza nel mondo, recuperate questo testo. Vi lascerà con qualche certezza in meno, ma con molta speranza in più.

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