Il Pontefice, nel discorso rivolto al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, è tornato a difendere la dignità della vita umana, sottolineando come lo stravolgimento dei diritti umani rischi di lasciare spazio “alla forza e alla sopraffazione”
Venerdì 9 gennaio, nel tradizionale discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, Papa Leone XIV ha riservato una parte importante del suo messaggio alla difesa della vita e alla condanna della maternità surrogata, azioni che violano la “dignità umana”.
La negazione della vita
Prevost ha ribadito di respingere “categoricamente qualsiasi pratica che neghi o strumentalizzi l’origine della vita e il suo sviluppo”. L’aborto – ha proseguito il Pontefice – è un’azione che “interrompe una vita nascente e nega l’accoglienza del dono della vita. In tal senso, la Santa Sede esprime profonda preoccupazione in merito ai progetti volti a finanziare la mobilità transfrontaliera finalizzata all’accesso al cosiddetto ‘diritto all’aborto sicuro’ e ritiene deplorevole che risorse pubbliche vengano destinate alla soppressione della vita, anziché essere investite nel sostegno alle madri e alle famiglie. L’obiettivo primario deve rimanere la protezione di ogni nascituro e il supporto effettivo e concreto a ogni donna affinché possa accogliere la vita”.
Subito dopo, Papa Leone ha parlato anche della maternità surrogata, azione che trasforma la gestazione in un “servizio negoziabile” e, così facendo, viola la dignità umana tanto del bambino, ridotto a “prodotto”, quanto della madre, “strumentalizzandone il corpo e il processo generativo e alterando il progetto di relazionalità originaria della famiglia”.
Parole che richiamano la condanna espressa già nel gennaio del 2024 da papa Francesco, il quale ribadì, in quell’occasione, come un bambino non possa mai essere “la base di un contratto commerciale”.
La difesa dei diritti umani
Nel concludere questo passaggio del suo discorso, il Papa ha ampliato la riflessione sottolineando come sembri verificarsi, oggi, un “corto circuito dei diritti umani… [che] subiscono limitazioni in nome di altri cosiddetti nuovi diritti, con il risultato che l’impianto stesso dei diritti umani perde vigore, lasciando spazio alla forza e alla sopraffazione. Ciò avviene quando ciascun diritto diventa autoreferenziale e soprattutto quando perde la sua connessione con la realtà delle cose, la loro natura e la verità
L’intero discorso di Papa Leone XIV al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede può essere letto QUI
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