Il Pontefice, nella tradizionale preghiera del giorno dell’Immacolata Concezione, chiede a Maria di illuminare l’umanità provata e ispirare in tutti i cuori dignità, pace e perdono
Piazza di Spagna è senza dubbio una delle piazze più famose e ammirate del mondo. Tutti ricordano la grande scalinata, molti meno la statua della Beata Vergine che si trova all’estremità destra, guardando la scalinata, ufficialmente in Piazza Mignanelli. Nonostante con i suoi 27 metri d’altezza non passi certo inosservata, c’è un giorno in cui la statua diventa la protagonista indiscussa del magnifico scenario romane: l’8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione e giorno del tradizionale atto di devozione da parte del Pontefice, avviato da Giovanni XXIII nel 1958.
Anche Leone XIV non si è sottratto e davanti a 30 mila fedeli e diversi turisti “sorpresi” dalla presenza del Papa, ha deposto ai piedi della statua una corona di rose bianche e ha recitato una preghiera.
L’invocazione per una nuova speranza
Il Pontefice è arrivato verso le 16, accolto dal sindaco Gualtieri e dal cardinale vicario Baldo Reina.
“Vergine Immacolata, Madre, Ave, o Maria! Rallegrati, piena di grazia, di quella grazia che, come luce gentile, rende radiosi coloro su cui riverbera la presenza di Dio”- questo l’incipit della preghiera pronunciata da Prevost, che ha poi proseguito ricordando i “molti pellegrini dal mondo intero” che hanno percorso le strade di Roma, nel corso della storia e dell’anno giubilare. “Un’umanità provata, talvolta schiacciata, umile come la terra da cui Dio l’ha plasmata e in cui non cessa di soffiare il suo Spirito di vita”.
Dopo aver rivolto un appello alla Vergine per affidarLe i “tanti figli e figlie nei quali si è spenta la speranza”, affinché germogli in loro quanto seminato da Gesù “Parola viva”, il Pontefice ha invocato che “fiorisca la Speranza… in ogni angolo della terra, speranza nel mondo nuovo che Dio prepara e di cui tu, o Vergine, sei come la gemma e l’aurora”.
Dignità, pace e perdono
Richiamando, poi, le porte che si sono aperte in occasione del Giubileo, Papa Leone ha invocato che “si aprano altre porte di case e oasi di pace in cui fiorisca la dignità, si educhi alla non violenza, si impari l’arte della riconciliazione.
La preghiera è proseguita chiedendo l’ispirazione di “nuove intuizioni” per la Chiesa di Roma e tutte le Chiese particolari, che “in ogni contesto raccolgono le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei nostri contemporanei, dei poveri soprattutto, e di tutti coloro che soffrono”.
Infine, il Papa ha chiesto a Maria di ispirare “sogni, visioni e coraggio, tu che sai più di chiunque altro che nulla è impossibile a Dio, e insieme che Dio non fa nulla da solo”.
Tutta la preghiera di Papa Leone XIV si può leggere QUI
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