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Il richiamo di Papa Leone XIV: “La guerra non risolve i problemi”

Da sempre, la voce dei papi invoca la pace. Oggi lo fa Leone XIV. Nel 1963, lo fece San Giovanni XXIII scrivendo, di proprio pugno, una preghiera per invocare la pace, oggi più attuale che mai

Giustamente, i giornali di tutto il mondo hanno tutti dato spazio, negli ultimi giorni, alla stessa notizia: la guerra in Iran e la partecipazione degli Stati Uniti il bombardamenti. Inevitabile, è questa la stretta attualità. Eppure, voltandosi indietro, ecco che con drammatica regolarità le notizie di qualche guerra, nel mondo, tornano sempre a sovrastare tutte le altre.
E ogni volta, tra pareri contrastanti di chi sostiene una piuttosto che un’altra ragione, è la voce dei pontefici quella che invoca sempre la pace, al di là di ogni “se” e di ogni “ma”.

L’invocazione della pace di Leone XIV

Lo ha fatto Leone XIV nel corso dell’ultimo Angelus, quando riferendosi alle “notizie allarmanti” emerse dal Medio Oriente ha invitato tutti a riflettere su come non sia la guerra a risolvere i problemi ma, anzi: “li amplifica e produce ferite profonde nella storia dei popoli”. Deve essere quella della diplomazia la strada che le Nazioni hanno il dovere di intraprendere, tracciando “il loro futuro con opere di pace, non con la violenza e conflitti sanguinosi!”
“Oggi più che mai – ha ribadito Leone – l’umanità grida e invoca la pace. È un grido che chiede responsabilità e ragione, e non dev’essere soffocato dal fragore delle armi e da parole retoriche che incitano al conflitto.

La preghiera di San Giovanni XXIII

Parole che richiamano alla memoria altre dette in ogni epoca da tanti altri pontefici. Come, per esempio, San Giovanni XXIII, che nell’enciclica Pacem in Terris (Pace in Terra), del 1963, affidava alla Madonna, Regina della Pace, un’invocazione per la pace.
“Preghiamo con tutto il fervore per questa pace che il nostro divino Redentore è venuto a portarci.
Scaccia dalle anime degli uomini tutto ciò che potrebbe mettere in pericolo la pace. Trasforma tutti gli uomini in testimoni di verità, giustizia e amore fraterno.
Illumini con la sua luce le menti dei governanti, affinché, oltre a prendersi cura del giusto benessere materiale dei loro popoli, garantiscano loro anche il dono più bello della pace.
Infine, Cristo accenda il desiderio di tutti gli uomini di abbattere le barriere che li dividono, di rafforzare i vincoli dell’amore reciproco, di imparare a comprendersi a vicenda e di perdonare coloro che hanno fatto loro del male.
Per la sua potenza e la sua ispirazione, tutti i popoli si accolgano reciprocamente nei loro cuori come fratelli, e la pace a cui aspirano fiorisca e regni sempre tra loro”.

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