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Dopo la Pentecoste. L’unità di una sola fede portata dallo Spirito Santo

All’opposto dell’episodio della Torre di Babele, che simboleggia l’orgoglio dell’uomo che porta alla divisione, la discesa dello Spirito Santo durante la Pentecoste riporta i cristiani all’unità di fede nell’unico vero Dio

Pentecoste e Torre di Babele, due scenari che potrebbero sembrare distantissimi, anche solo nelle pagine della Bibbia, ma che in realtà possono essere letti in continuità. Anche perché, per molti versi, come ricorda un articolo di Aleteia.org, il Nuovo Testamento è il compimento dell’Antico Testamento.

L’unità dello Spirito

In particolare, la Pentecoste è un evento che ha molti collegamenti con l’Antico Testamento. Uno di questi è la Torre di Babele.
Non è un caso che una delle opzioni per la prima lettura della Veglia di Pentecoste sia tratta dal libro della Genesi ed evidenzi gli eventi che si svolsero attorno alla Torre di Babele, fino a che il Signore, vedendo ciò il popolo stava costruendo, non decise di scendere e confondere “la loro lingua, affinché l’uno non capisca ciò che dice l’altro”.
Negli Atti degli Apostoli, l’episodio della discesa dello Spirito Santo racconta esattamente il fatto opposto: quando le lingue di fuoco scendono a posarsi su ciascuno di loro, tutti divengono “pieni di Spirito Santo” e cominciano “a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi”.
In questo senso, dice l’articolo di Aleteia: “Lo Spirito Santo è agente di unità”.
Pentecoste non è il momento in cui le lingue “vengono abolite”, ma spiritualmente la realtà ci dice che lo Spirito Santo raduna in un’unica unità di fede tutti i credenti, all’opposto della divisione orgogliosa che fu alla base della costruzione della Torre di Babele.

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