Il 24 febbraio 2022 scoppiava la guerra in Ucraina. Tre anni di morte, distruzione, fughe per sopravvivere… Ma anche progetti per aiutare un popolo che ha dimostrato la propria resilienza e il coraggio di lottare per la libertà
Papa Francesco, che come noto è ricoverato all’ospedale Gemelli di Roma, non ha voluto mancare l’appuntamento domenicale con l’Angelus, consegnando il testo della sua riflessione alla Sala Stampa vaticana che lo ha poi diffuso.
La ricorrenza era particolarmente importante e sentita, essendo l’Angelus alla vigilia del terzo anniversario della guerra “su larga scala contro Ucraina”, scoppiata il 24 febbraio 2022. “Una ricorrenza dolorosa e vergognosa per l’intera umanità”, ha scritto il Papa, che ha poi rinnovato la “vicinanza al martoriato popolo ucraino” e invitato “ a ricordare le vittime di tutti i conflitti armati e a pregare per il dono della pace in Palestina, in Israele e in tutto il Medio Oriente, in Myanmar, nel Kivu e in Sudan”.
I numeri terribili di tre anni di conflitto
Dall’inizio della guerra, secondo i numeri che l’ONU ha potuto verificare, i bambini rimasti uccisi sono almeno 600, mentre se si aggiungono anche i feriti il numero sale a 2500. Il dramma nel dramma è che nel corso del 2024 il numero delle vittime tra i bambini è aumentato di oltre il 50% rispetto al 2023. Ma al di là di chi ha pagato con la vita o con il proprio corpo, nessun bambino è stato risparmiato dalla violenza del conflitto: un bambino su cinque, per esempio, ha perso almeno un parente o un amico durante i tre anni di guerra, mentre di più sono quelli che hanno dovuto affrontare le difficoltà di vedere la propria scuola distrutta o danneggiata (in totale sono 1600 le strutture scolastiche che hanno subìto dei danni, così come 790 strutture sanitarie). Secondo quanto dichiarato dal presidente Zelensky, i soldati uccisi sono 46mila e i feriti 380mila, ma tutti gli osservatori concordano nel sostenere che si tratti di cifre sottostimate.
Migliaia di bambini, nati in questi tre anni, non hanno conosciuto che guerra, senza mai un giorno di pace, mentre i genitori riferiscono di essere sempre più stanchi e scoraggiati, a maggior ragione vedendo, oggi, i nuovi scenari geopolitici che si stanno ridisegnando e che aumentano le incertezze sia per chi è rimasto nel Paese, sia per i 6,86 milioni di rifugiati nelle nazioni confinanti.
Un aiuto per l’Ucraina con il progetto BABMBINIxLAPACE di Ai.Bi.
Oggi più che mai, nonostante la comprensibile stanchezza di tre anni di conflitto, c’è bisogno di rimanere vicini al popolo ucraino, sostenendo tutte le attività che Amici dei Bambini sta continuando a portare avanti in Ucraina e in Moldova nell’ambito del progetto BAMBINIxLAPACE.
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