Durante l’Angelus, un ragazzo della “Carovana della Pace” dell’Azione Cattolica ha letto un bel messaggio che invita i grandi della terra a passare insieme la Porta Santa per “far star zitte le armi”
È stato un Angelus particolare, quello di domenica 26 gennaio, perché, insieme a Papa Francesco, dalla finestra aperta su Piazza San Pietro si sono affacciati anche una bambina e un ragazzo che facevano parte della “Carovana della Pace” promossa dall’Azione cattolica, le parrocchie e le scuole cattoliche di Roma.
Un messaggio di pace per i grandi della terra
Molto bello il messaggio letto, iniziato con i ringraziamenti a Papa Francesco per “questo Anno Santo”, e proseguito con una riflessione sul significato della Porta Santa.
“Stiamo imparando nelle nostre comunità – ha proseguito a leggere il ragazzo – che non si può passare da soli la porta, bisogna sempre farlo almeno in due, mano nella mano, con amici fratelli e sorelle.
Possiamo dirti un sogno? Stamattina in piazza, insieme, noi dell’azione cattolica dei ragazzi abbiamo gridato forte il nostro desiderio di pace. Quanto sarebbe bello se anche i grandi della terra passassero la porta santa mano nella mano, è un sogno sì, ma ci crediamo tanto.
Sarebbe un regalo se passassero la porta santa ripensando a tutti i bambini vittime della violenza, soli o malati, segnati dalla guerra, e pensando alle lacrime di tante mamme, papà, nonni e nonne”.
A questo punto, il Pontefice è intervenuto richiamando l’attenzione sull’ultimo passaggio che stava per essere letto: “Così riuscirebbero a far star zitte le armi”.
Il giorno della memoria
Messaggio ancor più potente alla vigilia di quel Giorno della Memoria che il Papa stesso ha ricordato nell’Angelus, rimarcando “L’orrore dello sterminio di milioni di persone ebree e di altre fedi avvenuto in quegli anni” e rinnovando l’appello “affinché tutti collaborino a debellare la piaga dell’antisemitismo, insieme ad ogni forma di discriminazione e persecuzione religiosa. Costruiamo insieme un mondo più fraterno, più giusto, educando i giovani ad avere un cuore aperto a tutti, nella logica della fraternità, del perdono e della pace.
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