Il Pontefice esorta a fare ciascuno il proprio dovere per contrastare le ingiustizie verso i bambini. Tutti uniti per seguire le parole di Gesù: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”
Papa Francesco, durante l’udienza generale di mercoledì 15 gennaio 2025, è tornato a parlare di un tema a lui molto caro e troppo spesso, invece, dimenticato dal dibattito collettivo: i diritti dei bambini.
Le parole del Pontefice sono state dure e molto dirette, ricordando anche episodi di cronaca di cui non si parla, come quello che riguarda un minore argentino, Loan, sparito e non ancora ritrovato. “E una delle ipotesi – ha detto Papa Francesco – è che sia stato mandato per togliere gli organi, per fare trapianti. E questo si fa, lo sapete bene. Questo si fa! Alcuni tornano con la cicatrice, altri muoiono”.
Non essere complici
Ma gli abusi verso i bambini sono anche molto più vicine a noi, basta riconoscere l’ingiustizia sociale che “spinge due bambini, magari abitanti dello stesso rione o condominio, a imboccare strade e destini diametralmente opposti, perché uno dei due è nato in una famiglia svantaggiata. Una frattura umana e sociale inaccettabile: tra chi può sognare e chi deve soccombere”.
Non possiamo limitarci a guardare e constatare un dato di fatto, dice sempre il Papa, perché “Gesù ci vuole tutti liberi, felici; e se ama ogni uomo e ogni donna come suo figlio e figlia, ama i più piccoli con tutta la tenerezza del suo cuore”. Per questo è necessario fermarsi e prestare ascolto alle sofferenze dei bambini; tendere l’orecchio per udire la voce silenziosa che nessuno ascolta, il grido dei bambini abbandonati e maltrattati in ogni parte del mondo.
Ciascuno può essere una goccia di bene
L’esortazione del Pontefice è di fare ciascuno la propria parte, riconoscendo, per esempio, che se si vuole veramente sradicare il lavoro minorile, non bisogna essere complici acquistando cibi o vestiti dietro i quali sappiamo ci sono bambini sfruttati, “che lavorano invece di andare a scuola”.
Potrà sembrare, a ciascuno, da solo, di non fare molto, ma “ciascuno può essere una goccia che, insieme alle altre gocce, può diventare un mare”.
Certamente occorro che questo atteggiamento venga posto in essere, a maggior ragione, dalle istituzioni, dalle grandi imprese, dai giornalisti… Tutti uniti per seguire le parole di Gesù e l’esempio magnifico di Santa Teresa di Calcutta, “madre delle bambine e dei bambini tra i più disagiati e dimenticati”, che dava così voce ai bambini “Chiedo un luogo sicuro dove possano giocare. Chiedo un sorrido di chi sa amare. Chiedo il diritto di essere un bambino, di essere speranza di un mondo migliore. Chiedo di poter crescere come persona. Posso contare su di te?”.
L’intero intervento di Papa Francesco all’udienza generale del 15 gennaio si trova QUI
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