Nella martoriata terra del Medio Oriente, il Libano sta vivendo mesi molto difficili. Un pensiero va alla nutrita comunità cristiana, da secoli esempio di convivenza pacifica e di dialogo tra oriente e occidente
Nei disordini che da oltre un anno segnano la zona del Medio Oriente intorno allo Stato di Israele, è stato coinvolto anche il Libano, piccolo stato dalla storia secolare e con un passato di grande sofferenza. Come sottolinea il sito Aleteia.org, questi nuovi attacchi mettono nuovamente in luce la presenza nello stato di una comunità cristiana che “considera la Terra Santa, Libano compreso, come la propria casa, riportando, poi, alcuni fatti storici che spiegano l’importanza e la tradizione di questa presenza cristiana nel Paese.
La tradizione cattolica del Libano
Innanzitutto va detto che il Libano è il secondo stato del Medio Oriente, dopo Cipro, con la più alta percentuale di cristiani nella popolazione: secondo le stime più recenti sarebbero intorno al 32%. Vero è che la popolazione cristiana è in calo da tempo, a causa soprattutto di un calo generale della popolazione del Paese, a causa di povertà e disoccupazione.
La lunga tradizione cristiana è consolidata dal fatto che il Libano fa parte delle Terra Santa, i suoi famosi cedri furono utilizzati per la costruzione del tempio di Salomone a Gerusalemme e nell’Antico Testamento si ritrovano tantissime citazione di questo Paese. E se nel Nuovo testamento mancano citazioni dirette, è vero che Matteo e Marco, nei loro vangeli, attestano come Gesù visiti territori nel nord della Palestina, mentre le città menzionate di Tiro e Sidone sono oggi in territorio libanese.
Storicamente, nel momento in cui la Francia concesse l’indipendenza al Libano cercò di garantire la sicurezza della comunità cristiana, me eventi storici e politici successivi, uniti a una grande emigrazione dei cristiani maroniti resero questa comunità una minoranza.
Tuttavia, rimane il fatto che, storicamente, la comunità cristiana dei Maroniti ha sempre avuto stretti contatti con Roma e la liturgia è sostanzialmente una variante della liturgia siriaca di San Giacomo.
Esempio di pace e fraternità
Prova di questo ruolo comunque importante nel dialogo tra Chiesa orientale e Chiesa Cattolica romana, in Libano si è svolto un importante incontro ecumenico nel 1993. Non a caso il Libano è considerato anche dai Papi come un modello per il Medio Oriente, in cui si rende visibile la possibilità di una convivenza. Sempre citando l’articolo di Aleteia: “Papa Francesco ha ribadito l’affermazione di Giovanni Paolo II secondo cui il Libano è un ‘messaggio’ e ha una missione particolare e importante in Medio Oriente. Durante la Giornata di preghiera, ha detto: ‘È un piccolo ma grande Paese, ma ancora di più è un messaggio universale di pace e fraternità che nasce dal Medio Oriente’.”.
Importante anche la tradizione di accoglienza del Libano, con una gran quantità di rifugiati che hanno trovato casa proprio nelle zone cristiane del Libano.
Nell’agosto del ’24, la comunità cattolica del Libano ha salutato con grande gioia e soddisfazione la dichiarazione ufficiale di beato per Estephan El Douaihy, patriarca del XVII secolo che ebbe un ruolo di assoluto rilievo nello sviluppo della Chiesa Maronita.
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