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Accogliere un minore scartato dal mondo è lasciare vivere Cristo in se stessi

Nel primo sabato del mese di maggio 2024, si rinnova la preghiera del Santo Rosario dedicata ai bambini abbandonati di tutto il mondo e alle famiglie adottive e affidatarie. Commento e preghiere a cura di Cristina e paolo Pellini (comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Milano, Regione Lombardia). Prega insieme a noi, sabato 4 maggio, alle ore 21.00

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,18-21)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

Il commento di Cristina e Paolo

Gesù, dopo la lavanda dei piedi della sera del giovedì prima della Pasqua, parla a lungo con i suoi discepoli con un discorso d’addio, prefigurando cosa sarà di coloro che vorranno proseguire nel cammino da lui indicato. Gesù parla con estrema chiarezza di se stesso, spiegando qual è la sua condizione, il senso della sua missione e chiedendo alla sua comunità di vivere “nel mondo senza essere del mondo” perché da lui scelti, chiamati. Il Padre e il Figlio manderanno lo Spirito Santo, che renderà i discepoli capaci di vivere nel mondo, preparandosi alla salvezza.
Ogni genitore che si sente chiamato ad accogliere un figlio scartato dal mondo, soprattutto nel contesto culturale in cui stiamo vivendo, sceglie in qualche modo di uscire dalla corrente comune che guarda a ogni figlio come prosecuzione di se stesso, come “mio” figlio, anche comprandolo, se non ci sono alternative. E le persecuzioni, non dichiarate ma a volte legittimate, sono la grande fatica da superare per accogliere qualsiasi figlio arrivi, e comunque arrivi, nel nome di Cristo.
Travagli e ostacoli nel solo dare la disponibilità all’accoglienza, progetti che si interrompono perché il male si reimpossessa dei figli da rendere sacri, il dolore che un figlio abbandonato, anche se poi accolto, porta con sé… a volte spingendo i genitori all’estremo delle forze e facendoli dubitare della scelta stessa dell’accoglienza; queste e tante altre possono essere le situazioni che, se sostenute con fede sicura, ci renderanno servi credibili, più piccoli del proprio padrone ma non da lui dimenticati.
Il compimento della parola “Mi hanno odiato senza ragione” (Gv 15,25) è segno dell’incomprensione provocata a volte da questo essere “fuori dal mondo”; quel mondo che si accontenta e che si sente sufficientemente buono nell’assistere i propri figli, non capendo la differenza tra assistenza e accoglienza, forse non godendo della serenità del credersi figlio del Padre e quindi di un padre e di una madre. “Se non avessi compiuto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai compiuto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio”. Umilmente, ma con fiducia e tenacia, il compito di chi si dice cristiano è quello di realizzare opere che siano segno di speranza e leva per un possibile cambiamento sapendo che, come per Gesù, il percorso sarà probabilmente difficile ma sarà una via di bene e piena di gioia infinitamente profonda del lasciare vivere Cristo in se stessi.

Preghiamo

Nel primo mistero gaudioso ricordiamo l’annunciazione dell’Angelo a Maria Santissima
Preghiamo Maria, madre nostra, perché interceda per noi presso il Padre affinché ci sostenga nella pazienza e nella perseveranza per resistere agli attacchi di quanti temono di riconoscere la verità portata da Gesù.

Nel secondo mistero gaudioso ricordiamo la visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta
Preghiamo Gesù perché doni ai bambini abbandonati e in difficoltà forza e fiducia di affidarsi a coloro che lottano per loro nel suo nome, di uscire anch’essi dal mondo che li ha feriti per lasciarsi abbracciare dall’amore di chi ha accolto la chiamata a lenire il loro dolore.

Nel terzo mistero gaudioso ricordiamo la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme
Preghiamo il Padre, che ha mandato Gesù per il nostro riscatto: fa che sappiamo riconoscere l’immenso dono ricevuto nella chiamata all’accoglienza di un figlio, anche quando ci sentiamo messi all’angolo, sfidati e tentati dal conformarci al pensiero comune.

Nel quarto mistero gaudioso ricordiamo Gesù che viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe
Preghiamo Maria, perché interceda per l’umanità intera, perché impari, senza ricorrere all’uso della violenza, a risolvere ogni divergenza di uomini che spesso non si ascoltano con la dovuta attenzione, fermandosi di fronte alle apparenze e percorrendo così le vie più facili, ma improduttive, di presunto bene, non mettendosi mai in discussione.

Nel quinto mistero gaudioso ricordiamo il ritrovamento di Gesù tra i dottori nel Tempio
Ti preghiamo o Dio, santa Trinità, per tutti i malati nel fisico e nel cuore, in particolare per i bambini. Dona a tutti loro la tua consolazione, fa che possano accettare la loro sofferenza senza perdere mai speranza. Dona loro la tua guarigione: il bene più grande, che spesso non siamo in grado di capire.

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