Venerdì 8 novembre. Solennità della Immacolata concezione della beata vergine Maria. Don Massimiliano Sabbadini (Consigliere spirituale de La Pietra Scartata) commenta il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 1, 26-38)
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1, 26-38)
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Il commento di Don Massimiliano
A Nazaret forse non si sentono le deflagrazioni della terribile guerra in corso poco lontano, ma certamente la cittadina di Israele è attraversata, non solo simbolicamente, da tutte le tensioni violente che lacerano oggi l’umanità. Riascoltare le parole là risuonate nel segreto della dimora di Maria – e più ancora nell’intimo del suo cuore! – assume per noi, dunque, un significato urgente: quell’annuncio è portatore di salvezza anche adesso, anche per noi? Anche per il mondo, anche quando sembra assurdamente avviato alla distruzione?
Il nome del nascituro sorprendentemente promesso dall’angelo Gabriele alla giovane donna di Nazaret contiene proprio questa certezza: “Gesù” significa “Dio salva”.
Ci crediamo, vogliamo crederci, mentre un velo di scetticismo ci oscura la coscienza, perché ciò a cui assistiamo e dentro cui ci sentiamo sconfitti e impotenti non si può chiamare salvezza.
Lasciamoci allora raggiungere dallo sguardo di Colei che oggi festeggiamo come l’Immacolata e avvertiamone il benevolo rimprovero, anzi l’incoraggiamento a muoverci da questa inerte posizione della nostra fede: vogliamo forse il risultato senza il processo che lo realizza, vorremmo essere già alla meta saltando il percorso che ad essa ci conduce.
Gesù è davvero il Salvatore di tutti e di tutto anche oggi e continua incessantemente la sua opera di pace proponendosi alla nostra libertà come una buona notizia da interpellare, una grazia da accogliere, una via da seguire anche sui sentieri dell’impossibile di Dio, una proposta cui aderire con tutto noi stessi.
La Madonna continua a esserci di esempio in questa sequela: avverte e supera la paura, interroga il senso profondo di ciò che le accade, pone realisticamente in discussione la situazione apparentemente insuperabile in cui si trova, si mette infine con umiltà, fermezza e fiducia a disposizione della Parola vivente che la prende, la guida, la porta a pienezza nella sua totalità, veramente la “rallegra”, per lei stessa e per tutte le generazioni che ne seguiranno l’avventura.
La casa di Nazaret è oggi quella di persone e famiglie che si costruiscono, non senza difficoltà e parziali fallimenti, sulla roccia del Vangelo, improntando a una vita da figli di Dio i propri sogni, progetti, scelte, relazioni e decisioni.
In queste case, le nostre case, lasciamo riecheggiare spesso quella parola di Maria che, stranamente, non ho ancora trovato in qualche bella preghiera tradizionale: “come è possibile”?
Ripetiamo sinceramente al Signore il senso della nostra inadeguatezza e forse anche di un certo smarrimento che ci prende.
Ma più decisamente ascoltiamo e seguiamo la proposta con cui lo Spirito di Dio continua a rassicurarci e farci lievito di un’umanità nuova: “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te”!
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