Il documento che ha preceduto l’avvio del Sinodo dei Vescovi individua un metodo di “conversazione con lo Spirito Santo” che prevede 4 passi di ascolto, preghiera, silenzio e condivisione
Come raccontato anche su lapietrascartata, a Roma è iniziato il Sinodo dei Vescovi. Incontro fondamentale che era stato preceduto, nel mese di giugno, da un documento (“Instrumentum Laboris”) stilato per orientare la riflessione su una Chiesa “più accogliente e missionaria”. All’interno delle 50 pagine dello scritto si trovano oltre 130 domande, suddivise in 15 schede, pensate proprio per aiutare vescovi, religiosi e laici nella discussione. L’indicazione è proprio quella di non essere spaventati da eventuali tensioni che potessero nascere da differenti visioni e sensibilità, ma, anzi, comprendere come sia necessario, per una Chiesa che voglia essere realmente sinodale, avere la capacità di “gestire le tensioni senza esserne schiacciata”.
Il Cammino con lo Spirito Santo
Il documento contiene però anche una proposta concreta sul metodo che meglio può aiutare “il discernimento durante il Sinodo”. Si tratta di una proposta di cammino spirituale che alterna silenzio, preghiera e ascolto, a momenti di dialogo e di individuazione dei “passi” che “lo Spirito Santo” ci chiama a compiere insieme”.
Il documento specifica che queste indicazioni sono emerse proprio dalla consultazione con molte Chiese locali e punta a favorire una conversazione che sia “dinamica”, in cui “la parola detta e ascoltata genera familiarità, consentendo ai partecipanti di avvicinarsi gli uni agli altri”.
Il testo riporta anche uno schema che delinea i quattro passi del metodo di “Conversazione nello Spirito Santo”.
Il primo passo iniziale è quello di un momento di “preparazione personale” nella preghiera, che aiuti a meditare, con lo Spirito Santo, sul contributo che si può dare alla questione in discernimento.
Successivamente arriva il passo dell’incontro, che prevede un iniziale silenzio, la preghiera e l’ascolto della Parola di Dio. Quindi, ogni individuo, a turno, parla e, soprattutto, ascolta ciò che gli altri dicono, in una condivisione che viene seguita da preghiera e silenzio.
Terzo passo è quello della condivisione, in cui ciascuno è chiamato a rispondere alla domanda: “Durante l’ascolto, cosa mi ardeva dentro il cuore?”
Infine, dopo un altro momento di preghiera e di silenzio, si svolge il dialogo “sulla base di quanto emerso in precedenza, per discernere e raccogliere il frutto del dialogo nello Spirito”. In questa fase devono emergere tutti i pareri e tutte le “voci periferiche”, in maniera che tutti si sentano rappresentati. Il cammino si conclude con una preghiera di ringraziamento.
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