Durante l’Angelus di domenica 1 ottobre, alla finestra con Papa Francesco sono comparsi 5 bambini, per annunciare l’evento del 6 novembre in cui il Pontefice incontrerà “i bambini di tutto il mondo”

Cinque bambini affacciati insieme a Papa Francesco dalla finestra su Piazza San Pietro. È questa l’immagine che resterà impressa dell’Angelus di domenica 1 ottobre, che sul finale ha riservato questa bellissima “sorpresa”.
Prima, c’era stato il commento al Vangelo del giorno, con il racconto dei due figli ai quali il padre chiede di andare a lavorare nella vigna che suscitano una serie di interrogativi proposti dal Pontefice: “Di fronte alla fatica di vivere una vita onesta e generosa, di impegnarmi secondo la volontà del Padre, sono disposto a dire ‘sì’ ogni giorno, anche se costa? E quando non ce la faccio, sono sincero nel confrontarmi con Dio sulle mie difficoltà, le mie cadute, le mie fragilità? E quando dico ‘no’, poi torno indietro? Parliamo con il Signore di questo. Quando sbaglio, sono disposto a pentirmi e a tornare sui miei passi? Oppure faccio finta di niente e vivo indossando una maschera, preoccupandomi solo di apparire bravo e per bene? In definitiva, sono un peccatore, come tutti, oppure c’è in me qualcosa di corrotto? Non dimenticatevi: peccatori sì, corrotti no.
Dopo, il pensiero di Papa Francesco è andato alla situazione nel Nagorno-Karabakh; al ricordare come ottobre sia il mese del Rosario e delle missioni e come domenica fosse la festa di Santa Teresa del Bambino Gesù.
Il 6 novembre, il Papa con i bambini di tutto il mondo
Poi, come detto, sono apparsi alla finestra con il Papa 5 bambini, “in rappresentanza dei cinque continenti”, chiamati a presentare l’evento che si terrà nel pomeriggio di lunedì 6 novembre nell’Aula Paolo VI, quando il Pontefice incontrerà “i bambini di tutto il mondo”. Si tratta di un evento patrocinato dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione e avrà come tema “Impariamo dai bambini e dalle bambine”.
Usando le stesse parole del Papa: “Si tratta di un incontro per manifestare il sogno di tutti: tornare ad avere sentimenti puri come i bambini, perché a chi è come un bambino appartiene il Regno di Dio. I bambini ci insegnano la limpidezza delle relazioni e l’accoglienza spontanea di chi è forestiero e il rispetto per tutto il creato. Cari bambini, vi aspetto tutti per imparare anch’io da voi”.
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