Domenica 10 settembre (XXIII domenica del tempo ordinario), Renata e Giovanni Solfrizzi (Comunità La Pietra Scartata, Diocesi di Milano, regione Lombardia) commentano il passo del vangelo secondo Matteo (Mt 18,15-20)

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,15-20)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.
Il commento di Renata e Giovanni
La “correzione fraterna”: è questo l’invito che ci fa Gesù attraverso questo passo del Vangelo di Matteo. È un invito a non voltarci dall’altra parte di fronte all’errore di un amico o a un’ingiustizia, magari pensando “lo farà qualcun altro …”. Un atteggiamento davvero difficile: questo brano ci insegna l’importanza del vivere seguendo Gesù insieme a tutti i nostri amici, fratelli e figli, non in solitudine. Correggere il fratello, l’amico, il figlio, significa sostenerlo nel ritrovare la fede dopo essere caduto in errore, non giudicarlo per l’errore; significa fare un pezzettino di strada insieme per ritrovare la giusta via che segue Gesù, pregare insieme … non è per niente facile, così come non è per niente facile essere, a nostra volta, corretti (anche se fraternamente!).
Gesù ci indica un metodo, per questa correzione fraterna: dapprima a tu per tu, da soli, e se riusciremo l’unione fraterna ne uscirà rafforzata. Se in questo modo non funziona, chiamiamo qualche amico in aiuto affinché si possa condividere il peso dell’amico da correggere e farlo sentire accolto e guidato verso la conversione; e se ancora non avremo successo, sarà allora la Chiesa tutta ad aiutarci a convertire il pagano e il pubblicano; in tutto questo, tuttavia, non possiamo metterci solo nei panni del “correttore”, ma dobbiamo anche condividere quelli del peccatore, perché solo in questo modo possiamo riuscire ad entrare in comunione con il nostro fratello.
Per entrare nello specifico dell’accoglienza adottiva e affidataria possiamo pensare a quando i nostri figli, ormai cresciuti, si allontanano dalla Fede, oppure si ribellano e ci fanno sentire causa del loro male interiore. Il nostro compito di accoglienza è allora quello di saper creare nuove vie di riconciliazione, adattandole alle diverse situazioni, senza puntare il dito, anzi cercando di raccogliere il loro peso per portarlo insieme a loro, con il sostegno della preghiera.
La preghiera, infine. come si nota anche in questo brano, la preghiera ha una potenza grandissima: “In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà.” È proprio così: Gesù ci dice che non dobbiamo chiedere qualunque cosa da soli, ma in accordo, in armonia e almeno in due e solo così la otterremo. La potenza della preghiera insieme crea comunione, sostiene e incoraggia l’accoglienza, ci fa capire che nessuno può vivere in solitudine. Si vive veramente quando si sta insieme, appoggiandoci gli uni gli altri, correggendoci e sostenendoci a vicenda: solo così riusciamo a convertirci nuovamente ogni volta che “cadiamo” in errore.
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.



