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La gioia e la felicità sono sentimenti che tracciano le nostre vite, così come hanno tracciato la vita di Cristo

Domenica 6 agosto 2023 (Trasfigurazione del Signore) Donatella e Stefano Mazzoli (Comunità La Pietra Scartata, Diocesi di Bologna, Regione Emilia Romagna) commentano il passo del vangelo secondo Matteo (Mt 17,1-9)

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17,1-9)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

Il commento di Donatella e Stefano

In questo brano l’evangelista Matteo ci parla della Trasfigurazione di Gesù sul Monte Tabor; qui il Padre si rivela nella persona di Gesù davanti ai suoi discepoli, inondandolo della sua luce e mostrando l’identità divina del Figlio. La Trasfigurazione è l’anticipazione del risorto, ma è anche l’anticipazione delle sofferenze che il Messia dovrà affrontare fino alla Risurrezione.
Papa Francesco in una sua omelia parla dei due volti di Gesù: quello bellissimo della Trasfigurazione, un volto pieno di gioia e di vita, e quello sofferente della Crocifissione, un volto non bello, sfigurato, disprezzato e avvolto in una corona di spinem con il suo corpo ridotto a cosa da scartare.
Gesù in questo Vangelo prepara i discepoli a non scandalizzarsi della croce e dà loro forza e coraggio mostrandosi trasfigurato e redento. L’immagine sottolineata dal Papa dei due volti di Gesù ci fa venire in mente il volto luminoso e sorridente di nostra figlia al primo incontro; lo stesso volto però lo abbiamo visto soffrire e rattristarsi a causa del suo passato, quando cambiava espressione al riaffiorare di ricordi dolorosi.
Questi due volti non devono sorprenderci o farci paura, perché sappiamo che in ognuno di noi la gioia e la felicità sono sentimenti che tracciano le nostre vite, così come hanno tracciato la vita di Cristo fino alla sua Risurrezione.

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