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La GMG di Lisbona sotto il segno di Maria: simbolo di accoglienza, speranza e unità

Il tema scelto da Papa Francesco è l’invito rivolto ai giovani a ripartire rapidamente verso incontri concreti e ad accogliere autenticamente coloro che sono diversi, prendendo ispirazione dall’incontro tra Maria ed Elisabetta

La prossima Giornata Mondiale della Gioventù, che si terrà a Lisbona dall’1 al 6 agosto, avrà una forte dimensione mariana. Don Michele Falabretti evidenzia che il tema scelto da Papa Francesco e ribadito durante i preparativi per l’evento a Lisbona spinge le nuove generazioni a impegnarsi in cambiamenti personali e collettivi, superando le divisioni tra generazioni, classi sociali, etnie e categorie, contribuendo a porre fine alle guerre. 

La figura di Maria

La figura di Maria è citata come un simbolo di speranza per un’umanità frammentata e divisa, ma affinché ciò avvenga, i giovani devono mantenere viva la memoria e ascoltare le esperienze e i sogni degli anziani. Maria viene considerata come colei che convoca tutti sotto la Croce, offrendo un’esperienza di Chiesa e mostrando con determinazione semplice il significato di credere nonostante le avversità. Pertanto, la presenza mariana in questa nuova edizione è un elemento che si inserisce in una continuità storica delle Giornate Mondiali della Gioventù.

La dimensione mariana nelle scorse GMG

Già nel 1991, Karol Wojtyla ci ha dato appuntamento nella sua Polonia, presso il santuario di Czestochowa, famoso per la sua Madonna nera. Il Muro di Berlino era caduto solo due anni prima. Sono arrivati, tra gli altri, da 60.000 a 70.000 russi, liberi di uscire dai confini per la prima volta, ma con pochissimi soldi in tasca. Dal 2003, la Croce del pellegrino, costruita nel 1983 e diventata il primo simbolo delle Giornate Mondiali della Gioventù, è stata accompagnata dall’icona della Madonna Salus Populi Romani. L’immagine della Vergine con il Bambino in braccio è stata introdotta da San Giovanni Paolo II come simbolo delle GMG. È emozionante sapere che in questo mese di maggio entrambi i simboli stanno percorrendo le strade della diocesi di Leiria-Fatima. Per tornare al rapporto tra la Madonna e le GMG più recenti, ricordo l’appuntamento di Panama, tenutosi dal 22 al 27 gennaio 2019, con un tema tratto anche dal Vangelo di Luca: ‘Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola’. Ma, a dirla tutta, ogni GMG ha avuto elementi mariani, anche quelle più distanti come quelle svoltesi a Denver (USA, 1993), Manila (Filippine, 1995), Toronto (Canada, 2002), Sydney (Australia, 2008). Ciò è accaduto con sfumature diverse (chi ospita, chi ispira), ma con un unico denominatore comune: Maria convoca tutti sotto la Croce, ci fa vivere l’esperienza della Chiesa e mostra con una semplice tenacia cosa significa credere nonostante e oltre le avversità”, spiega don Michele Falabretti, esponsabile del Servizio nazionale di pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana (CEI).

Il messaggio del Papa

Papa Francesco, nel suo Messaggio per la prossima Giornata Mondiale della Gioventù, ricorda che Elisabetta sperimenta un miracoloso intervento divino, poiché le è stato concesso un figlio nonostante l’età avanzata. Avrebbe potuto parlare di se stessa e delle sue meraviglie, ma invece è orientata ad accogliere la sua giovane cugina e il frutto che porta nel suo grembo. Appena sente il saluto di Maria, Elisabetta viene colmata dello Spirito Santo. Queste irruzioni divine dello Spirito avvengono quando pratichiamo un’ospitalità autentica, quando poniamo al centro l’ospite anziché noi stessi. 

Il commento di Don Michele Falabretti

“Francesco, nel convocare questo incontro, lo ha espresso chiaramente, e noi lo abbiamo ribadito durante i preparativi per i giorni a Lisbona. È tempo di ripartire rapidamente verso incontri concreti, verso un’autentica accoglienza di coloro che sono diversi da noi, proprio come avvenne tra la giovane Maria e l’anziana Elisabetta. Solo così potremo superare le distanze tra generazioni, classi sociali, etnie e tutte le categorie. Solo così potremo porre fine alle guerre. I giovani rappresentano sempre la speranza di ristabilire un’armonia per un’umanità frammentata e divisa. Tuttavia, ciò è possibile solo se mantengono viva la memoria, solo se ascoltano le esperienze drammatiche e i sogni degli anziani. Recentemente, Jorge Mario Bergoglio ha sottolineato che non è un caso che la guerra sia tornata in Europa mentre la generazione che l’ha vissuta nel secolo scorso sta scomparendo. È necessaria un’alleanza tra giovani e anziani per non dimenticare le lezioni della storia, per superare le polarizzazioni e gli estremismi di questo periodo difficile”.

 

(Fonte: Famiglia Cristiana)

 

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