L’iniziativa che sta cambiando l’estate di centinaia di bambini. Un centro estivo che apre le porte a tutti, offrendo sostegno e inclusione alle famiglie meno abbienti. Una comunità unita nel donare opportunità e riflettere sui valori fondamentali.
Don Diego Malanchini, un sacerdote di 39 anni originario di Stezzano, sta introducendo il concetto di “economia sospesa” al Centro Ricreativo Estivo (CRE) della parrocchia di Torre Boldone, un comune nella provincia di Bergamo. Questo termine, coniato dall’imprenditore sociale Giandonato Salvia, trae ispirazione dalla tradizione popolare napoletana in cui si paga un caffè per una persona sconosciuta che arriverà successivamente.
La cassetta “sospesa”
Don Diego ha notato che alcune famiglie, alcune delle quali già conosceva, non sarebbero state in grado di pagare la quota di iscrizione al Centro Ricreativo Estivo. Pertanto, ha deciso di mettere una cassetta con la scritta “CRE Sospeso” accanto al punto di raccolta delle iscrizioni, oltre che in chiesa, invitando coloro che potevano e desideravano a dare un contributo. Questa scelta di parole ha attirato l’attenzione e ha spinto le persone a riflettere sulle difficoltà che alcune famiglie della comunità affrontano. La risposta degli abitanti di Torre Boldone, una città con circa 8.000 abitanti all’imbocco della Val Seriana, è stata positiva, con molte famiglie che hanno donato somme simboliche.
Andare incontro alla disabilità
Dopo la chiusura delle iscrizioni al CRE, don Diego ha deciso di compiere un ulteriore passo avanti. Tra i partecipanti alle attività estive ci saranno 18 ragazzi con disabilità di diversa gravità. I finanziamenti del Comune coprirebbero solo un numero limitato di ore di supporto educativo da parte degli insegnanti, quindi è stato lanciato un appello per raccogliere fondi al fine di ampliare tale supporto. Questa iniziativa ha diverse motivazioni: senza un sostegno adeguato, i ragazzi con fragilità non potrebbero vivere un’esperienza inclusiva, a cui hanno diritto. La comunità non può permettersi di lasciare indietro nessuno, soprattutto le famiglie dei bambini e dei ragazzi con disabilità.
Le situazioni di fragilità
La “fase due” del progetto “CRE Sospeso” ha anche un altro obiettivo: sensibilizzare la comunità sulla presenza di situazioni di fragilità simili sul territorio e sul diritto di tutti i ragazzi a vivere un’esperienza autentica. Questa proposta ha suscitato domande ma ha anche ottenuto alcune prime risposte positive, anche se richiederà del tempo per ottenere ulteriori risultati.
Il CRE di Torre Boldone
Il Centro Ricreativo Estivo di Torre Boldone è uno dei tanti (secondo un’inchiesta di “Famiglia Cristiana” nel 2021 erano 8.000) che vengono organizzati dalle parrocchie italiane a partire dalla metà di giugno. Il centro coinvolgerà circa 330 ragazzi e ragazze. Le attività si svolgeranno tre giorni alla settimana dalle 14:00 alle 18:00, mentre due giorni saranno dedicati alle gite, tra cui una visita a un parco acquatico. Questa esperienza è resa possibile grazie all’impegno del sacerdote, dei volontari e di un team di giovani che collaborano con lui, ma soprattutto grazie ai 115 adolescenti che dedicheranno il loro tempo e la loro attenzione ai ragazzi partecipanti.
Un’opportunità di crescita
Don Malanchini crede fermamente che questa sia un’importante opportunità di crescita per i giovani animatori, molti dei quali hanno seguito un percorso di formazione durante l’anno. Dopo la Pasqua, si sono concentrati sulla formazione specifica, non solo sulla preparazione delle attività del CRE, ma anche sulla riflessione dei ragazzi stessi. Questo tipo di riflessione non si fermerà con l’inizio del Centro Ricreativo Estivo, ma verrà dedicato del tempo anche per discutere del significato di ciò che stanno facendo.
(Fonte: Uniti nel Dono)
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