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La contemplazione. Il dolore della perdita può avvicinarti a Dio

Quando si è afflitti dal dolore e dalla tristezza, Dio è la nostra salvezza: basta fermarci un attimo e lo troviamo lì, pronto a tenderci la mano

Spesso non si sa come superare la tristezza causata dalla perdita di una persona cara, perché si è afflitti da ansia, paura e dolore. È una situazione che può capitare a chiunque, almeno una volta nella vita: la nostra vita può essere stravolta, a volte nel modo peggiore. Sul sito lucecristiana.it viene spiegato che è necessario capire che se si riesce a tenere ben salda la propria psiche, questa situazione può dare una svolta positiva alla propria vita. 

Non ci credi? Eppure, è possibile superare la tristezza!

Tutto può sembrare irrisolvibile, il panico prende il sopravvento e ti destabilizza facendoci perdere di vista i punti saldi della tua esistenza. 

È solo la tua mente che ti gioca un brutto scherzo! Siamo noi a creare il nostro ambiente circostante, dipenderà dal proprio modo di vedere le cose e da come si riflette questa visuale sugli altri.

Se la gente ti vede triste, perché magari effettivamente lo sei, come pensi possa reagire? Beh, sicuramente non sprizzerà gioia al vederti.

Come fare per superare la tristezza?

Prima di tutto devi individuare cosa ti rende triste: immergendoti nel problema potrai capire cosa ti fa paura e di conseguenza ciò che ti rende triste. La tristezza, escludendo qualsiasi forma patologica, ha sempre una causa. Devi scendere negli antri più profondi di te stesso per scoprire ed affrontare la tua paura.

Come scoprire le proprie paure?

Fermati a riflettere. Riflettere sulla nostra vita e sul nostro passato, può aiutarci a capire come superare la tristezza. Niente potrà cambiare il tuo passato, sicuramente però potrai cambiare il tuo futuro, solo se oggi rifletti su ciò che sei e su cosa in passato ti ha portato ad esserlo.

Come si fa a “riflettere” e superare la tristezza?

Fermandoti. Molte persone non hanno mai tempo per riflettere, non si estraniano mai dal mondo che li circonda. Per superare la tristezza ci vuole riflessione ed essa richiede tempi lunghi e diverse sessioni per volta. Meditare significa estraniarsi dal mondo circostante e ripercorrere la propria vita, soffermandosi su quei pensieri che ci provocano un moto dell’animo.

Ci sono posti particolari adatti a riflettere? 

Qualsiasi posto va bene, il luogo è indifferente. Ma c’è qualcuno che puoi aiutarti a farlo, qualcuno che ti conosce meglio di qualunque altro. Colui che conosce la vita meglio di chiunque. Ma secondo te chi è che può sapere tutto della vita? Semplicemente colui che l’ha creata: Dio.

Dove trovo Dio? Davvero può aiutarmi a superare la tristezza?

Lo troverai dentro il tuo cuore, è lì che risiede. Dio è in ognuno di noi e ci accompagna sempre nel nostro cammino, soltanto che molto spesso siamo presi dalle faccende del quotidiano, ci facciamo distrarre dai nostri impegni. C’è però un posto dove puoi trovare Dio stesso in “carne ed ossa”: lo puoi trovare in qualsiasi chiesa vicino casa tua. Ogni chiesa è munita di tabernacolo, lo vedi subito perché di solito, posti lateralmente, sono presenti una candela rossa e dei fiori. Chiuso in questa urna vi è presente il corpo di Cristo, la carne del figlio di Dio.

Cerca un momento della tua giornata, magari quando in chiesa c’è meno gente che possa distrarti, siediti comodamente davanti al tabernacolo e osservalo. La preghiera spontanea che viene dal cuore è sicuramente gradita al Padre. Non darti un tempo, non guardare l’orologio, dimentica il tempo che trascorre sulla tua vita. Medita la Passione di Cristo, vedrai come molte analogie tra la tua vita e la sua verranno fuori. Capirai come noi siamo vicini alla sofferenza di Cristo quando affrontò il suo calvario, quando lo denigravano, quando lo tradirono e superare la tristezza non ti sembrerà poi così impossibile. Vedrai come la tua vita prenderà un significato diverso, tutto avrà più senso e superare la tristezza sarà molto più semplice. Troverai le risposte a quesiti che fino a quel momento erano a te sconosciute. Noterai come il tempo davanti a Dio perde parte del suo senso, capirai che la tua vita è un soffio e tutto ciò che è su questa terra non ci appartiene. Rivolgerai gli occhi al cielo e noterai come la tua vita sarà un mezzo e non un fine. Perché in verità non siamo fatti per questo mondo, ma per quello celeste. Ecco noterai come nel dolore incontriamo Dio.

Ma perché Dio lo incontriamo nel dolore? Solo in quel caso?

Dio si manifesta a noi in tantissimi modi, ma noi che siamo sempre “distratti” non mettiamo in ascolto l’orecchio della fede. Quando ci capita qualcosa e siamo costretti a fermarci, siamo così per dire più attenti ai moti dell’anima ed anche all’ascolto interiore. Ci fermiamo e valutiamo la nostra vita, sempre affiancati dalla sua presenza. Non commettere però l’errore che in molti fanno di utilizzare Dio solo al momento del bisogno come quando vogliamo superare la tristezza, dimenticandosene quando la vita gli sorride. Quello con il Creatore deve essere infatti un rapporto che va coltivato ogni giorno, al quale dobbiamo consegnare tutta la nostra fiducia, coscienti del fatto che Egli saprà come ripagarla.

 

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