Saluti, benedizioni e carezze: a seguito del ricovero, il pontefice si è intrattenuto fuori dall’ospedale per salutare tutta la gente che era lì per lui. Tra queste, una coppia che aveva appena perso la figlia a causa di una malattia genetica
Papa Francesco, dopo tre giorni di ricovero, ha lasciato il Policlinico Gemelli tra gli applausi. All’uscita dall’ospedale una calca di persone intorno all’auto sulla quale avrebbe viaggiato per rientrare a Santa Marta. Il Pontefice ha distribuito saluti, benedizioni e carezze: tra la gente c’era anche una coppia che aveva appena perso la figlioletta Angela. Serena, con il marito Matteo, si è avvicinata al Papa per raccontargli la tragedia che avevano vissuto poche ore prima con la morte della figlia, a causa di una malattia genetica. “Santo Padre, non ce la faccio più. Preghi per noi…”, ha detto piangendo la signora Serena, interrompendo l’atmosfera di saluti e applausi per il papa. Francesco ha ascoltato le parole della donna che, tra le lacrime, continuava a ripetere “Grazie, grazie…”. Poi l’ha abbracciata, stringendola forte al petto e le ha dato un bacio. Suo marito Matteo, anch’egli si è avvicinato al pontefice e ha detto: “Lei l’ha conosciuta nostra figlia, perché nel 2019 è venuto a Casal Bertone e l’ha tenuta in braccio”. Così il Papa ha sussurrato: “Preghiamo per Angelica”, tenendo le mani della coppia. Ha poi dato loro la sua benedizione e la sua consolazione, regalando dei Rosari.
Le battute con i giornalisti
Prima di salire in macchina e partire verso Santa Marta, il pontefice per alcuni istanti si è intrattenuto con i cronisti presenti: “Voglio ringraziare voi e il vostro lavoro qui, so che alcuni di voi hanno passato la notte. Troppo eh, ma grazie per informare la gente. Ora riposatevi”. Poi, alla corrispondente della Cnn, Delia Gallagher, che gli domandava “Come sta?”, il Papa ha risposto con la consueta battuta: “Ancora vivo!”. E tra le risate dei presenti, ha spiegato “ho sentito solo un malessere, come un mal di stomaco, ma non ho avuto paura”, ha confidato Francesco. “Mi viene in mente una cosa che un vecchietto, più vecchio di me, mi aveva detto in una situazione del genere: “Padre, io la morte non l’ho vista, ma l’ho vista venire… ed è brutta, eh!”.
Infine, rispondendo alla domanda se ci fosse stato un momento bello vissuto in questi giorni di degenza, ha detto di essere rimasto impressionato da tutti coloro che lavorano nel nosocomio: “In ospedale ci vuole eroicità e tanta tenerezza con i malati. Sai, i malati siamo capricciosi, tutti! Il capriccio è una cosa che viene per la malattia. Serve pazienza… Ammiro tanto la gente che lavora in ospedale, ieri sono stato dai bambini e ho visto con quanta tenerezza si prendevano cura di loro”.
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


