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I santi che “hanno fatto i conti” con la propria sterilità

Le storie di dieci santi che hanno vissuto la  sterilità come occasione di grazia per alimentare la propria fede e di coloro che li hanno accompagnati nella vita 

L’infertilità è spesso causa di conflitto con Dio, ci si domanda il perché non si riesca a procreare e, talvolta, questo porta un allontanamento dal Signore. L’infertilità causa moltissima sofferenza, ma non ci si deve sentire abbandonati da Dio: anche alcuni santi hanno vissuto lo stesso dramma e, nonostante il dolore, non hanno perso la fede.

1) Santa Caterina da Genova

Visse dal 1447 al 1510, fu sposata per sedici anni e non ebbe figli. Suo marito, invece, ne ebbe uno con la sua amante. Durante i primi anni di matrimonio Caterina fu una donna mondana, ma un’esperienza mistica la portò a iniziare una vita di preghiera e servizio. Anche suo marito, grazie alla sua testimonianza, si convertì alla fede.

2) Sant’Agata Yi Sosa 

Visse dal 1784 al 1839, rimase vedova dopo soli tre anni di matrimonio e non si risposò mai. Soffriva molto perché avrebbe voluto un figlio, ma si consolò grazie al rapporto che aveva con suo fratello minore, che aveva 19 anni in meno di lei, fu per lui una seconda mamma. Vennero arrestati e martirizzati insieme.

3) Santa Maria Wang Luo Mande

Visse dal 1812 al 1861, ebbe due figli adottivi con suo marito. Era cuoca, lavandaia e donna delle pulizie. Era una donna tranquilla. Lavorò come cuoca in seminario e, quando alcuni seminaristi a cui aveva fatto visita in prigione venivano portati a morire, una guardia minacciò di ucciderla. “Va bene. Se possono morire loro, posso farlo anch’io”, disse Maria con semplicità. 

4) San Marco Chong Ui-Bae

Visse dal 1794 al 1866, divenne vedovo poco dopo il matrimonio e poi si convertì al cattolicesimo per la testimonianza della gioia con cui morivano i martiri. Si sposò di nuovo ma non ebbe figli: adottò la nipote di sua moglie e la allevarono in povertà. Il vescovo di Marco lo definì “un santo vivente”. Allo scoppio di una persecuzione, aiuto molte persone a fuggire e lui fu martirizzato.

5) Venerabile Pierre Toussaint

Visse dal 1766 al 1853, nacque ad Haiti in schiavitù e poi portato a New York dove divenne parrucchiere d’élite. Dopo la sua liberazione, comprò la libertà di Juliette Noel, con la quale si sposò: non riuscirono ad avere figli e adottarono la nipote di lei, allevarono vari bambini e divennero filantropi grazie a guadagni e investimenti.

6) Beata Victoire Rasoamanarivo

Visse dal 1848 al 1894, era una donna nobile, leader della Chiesa in Madagascar. Fu sposata per 23 anni ma non ebbe figli. Suo marito era un uomo crudele e alcolista, ma lei non volle lasciarlo. Pregò per la sua conversione, della quale fu testimone quando lui, in punto di morte, le chiede di battezzarlo.

7) Beata Catalina de Maria Rodriguez 

Visse dal 1823 al 1896, fu sposata per 13 anni e matrigna di due figli. Il suo unico figlio biologico nacque senza vita. Dopo la morte di suo marito fondò il primo ordine religioso femminile d’Argentina. Quando prese i voti, scelse il nome Catalina in onore della figlia nata morta.

8) Serva di Dio Elisabeth Leseur

Visse dal 1866 al 1914, sposata con un ateo che la derideva per la sua fede in Dio. Non riuscirono mai ad avere figli e, quando lei morì, lui lesse il suo diario: si convertì per la profondità della fede e dell’amore verso di Dio di Elisabeth, diventando poi sacerdote domenicano.

9) Beato Zeffirino Jiménez Malla

Visse dal 1861 al 1936, fu un commerciante di cavalli gitano spagnolo. Fu sposato per 40 anni, ma lui e sua moglie non riuscirono ad avere figli e adottarono la nipote di lei. Durante la Guerra Civile Spagnola fu martirizzato perché non aveva voluto smettere di recitare il rosario.

10) Beata Teresa Grillo Michel 

Visse dal 1855 al 1944, fu sposata per 14 anni con un militare ma non ebbero figli. Quando il marito morì, lei cadde in depressione. Quando si riprese fondò un nuovo ordine religioso: le Piccole Sorelle della Divina Provvidenza.

 

Sul tema della sterilità, il presidente di Ai.Bi. Marco Griffini ha curato un libro –  “Sterilità feconda : un cammino di grazia”  –  che può aiutare tutti a riflettere su come la sterilità non sia mai una dis-grazia, ma possa essere una vera e propria occasione di grazia, grazie alla quale  vivere un’altra forma di fecondità, non più biologica, non più fisica, ma spirituale, sociale, che spesso sfocia nell’adozione di quel bambino che la Provvidenza ha destinato proprio a quella coppia. Maggiori informazioni QUI!

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