Due storie simili arrivano dal milanese: una coppia “costretta” a dare in adozione il figlio appena nato perché non potrebbe vivere con loro in strada, al gelo; una famiglia che da mesi vive in un’auto, con due bambine di 7 e 8 anni e un neonato di meno di un mese
Nei giorni intorno a Natele si è molto parlato sui giornali del caso del neonato dato in adozione perché i genitori vivono per strada e non sarebbero stati in grado di offrirgli cure adeguate. La vicenda si è svolta a Milano e, in realtà, risale all’inizio del mese di dicembre, quando è nato il figlio di una mamma di 23 anni e un papà di 29 che da tempo vivono sulla strada nei pressi di San Donato Milanese. I due hanno una storia complicata alle spalle e un passato in diverse città d’Europa. Da qualche tempo sono arrivati a Milano, dove non hanno una casa e un lavoro e sopravvivono in una tenda per strada. Il caso era già noto ai servizi sociali di Cagliari, città di origine dei due, ma la situazione è diventata di pubblico dominio in seguito alla gravidanza della donna e alla necessità, non avendo altre possibilitò, di non riconoscere il figlio e aprire così, almeno per lui, le porte dell’adozione e di una possibile vita in condizioni migliori.
Vivere in un’auto con la propria famiglia
La Ma c’è anche un’altra storia, per molti versi analoga, che è stata raccontata e che ancora una volta parla di difficoltà economiche, vite precarie e povertà.
Anche in questo caso lo scenario è vicino a Milano, più precisamente un parcheggio di Legnano, nell’hinterland nord occidentale del capoluogo, dove vive e dorme, all’interno di un’automobile, una famiglia composta da papà, mamma e due bambine di 7 e 8 anni. Dal 6 dicembre c’è anche un quinto componente: il piccolo Ethan, che al momento risulta ancora ricoverato per alcune complicazioni sorte dopo il parto.
La famiglia da tempo non ha una casa e si mantiene, racconta Ansa, grazie al Reddito di Cittadinanza percepito dalla donna e a un lavoro del marito Ignazio che, però, ha un contratto a termine che non riesce a valere come garanzia per ottenere un’abitazione. Già durante la gravidanza la donna non aveva una casa in cui stare e ha dormito prima in un magazzino e poi, per l’appunto, nell’automobile, mentre l’amministrazione comunale di Legnano, interessatasi del caso, sta cercando di trovare una soluzione. Grazie all’intervento di alcuni amici e di un’Associazione del territorio, la famiglia ha potuto trascorrere il giorno di Natale in un albergo, ma la sistemazione non è chiaramente sostenibile a lungo termine.
Secondo le ricostruzioni della vicenda, la famiglia si trova in queste condizioni dal mese di aprile, quando non è più riuscita a pagare affitto e bollette della casa in cui stava.
La mobilitazione degli abitanti della zona e dell’amministrazione c’è stata, e per il giorno di Natale sono arrivati molti regali, specie per i bambini, da parte di tante persone. Anche dall’ospedale arrivano buone notizie, con il piccolo Ethan che migliora e preso potrebbe tornare dalla propria famiglia. Che, però, ancora è costretta a vivere in un’auto in un parcheggio di Legnano.
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