Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

Accompagnando ogni giorno la sofferenza dell’abbandono diventiamo strumento di Gesù

Domenica 11 dicembre 2022. Terza domenica di Avvento. Vilma e Sergio Barel (Gruppo famiglie Regione Friuli-Venezia-Giulia) commentano il passo del Vangelo secondo Matteo (Mt 11,2-11)

 

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,2-11)
In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

 

Il commento di Vilma e Sergio

Giovanni che più credeva nell’avvento del Messia, che più lo aveva annunciato, ha un dubbio. Doveva arrivare un Messia del giudizio, potente, che cambiava tutto. Invece Gesù porta la misericordia, “i ciechi vedono, gli storpi camminano, i muti parlano”. Gesù porta la sua parola di amore, la “nuova novella”, la vera salvezza.

Il vero volto di Dio è Dio amore. Un Dio che facciamo spesso fatica ad accettare in questa veste ma questa è la veste di Gesù, in mezzo agli uomini, in mezzo a noi con tutte le nostre sofferenze.

Al centro è l’altro prima di te. L’altro e poi me.

In fin dei conti è quello che aveva fatto Giovanni ma forse non se ne rendeva conto ma questo lo fa “più di un profeta”.

Quell’ “altro nostro figlio” che i genitori adottivi imparano a conoscere. I bambini abbandonati che cercano la salvezza nel diventare figli come vero atto di giustizia.

Eccoli i segni di Gesù misericordioso, di Dio amore nella storia delle famiglie adottive.

E ogni giorno la sofferenza dell’abbandono va curata, seguita e vissuta perché in questo modo noi siamo strumento di Gesù, le sue mani, la sua carezza, i suoi occhi, la sua voce, il suo sorriso, il suo conforto, il suo cuore per rivelare a tutti, specie ai più deboli e abbandonati, che sono preziosi per il Padre.

 

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA