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Adalberto Pacillo, socio fondatore de “La Pietra Scartata”, è tornato alla Casa del Padre: ora abbiamo un altro Angelo Custode

Un “passaggio sulla nostra terra” di quelli che contano: Adalberto, con la moglie Donatella sono stati un esempio concreto e vivo di cosa sia l’essenza della accoglienza: “Aprire quella porta per far entrare chiunque stia bussando e non chiuderla più!”

La notizia arriva improvvisa, via whatsapp e non ti lascia nemmeno il tempo di respirare: “Adalberto ci ha lasciato“…

Ed è proprio così: Adalberto, nel primo pomeriggio di sabato 13 novembre, nella sua casa di Benevento, saluta con un sorriso – come mi dirà due giorni dopo Nilson – la sua inseparabile sposa Donatella e i tre figli Alessandro, Nilson e Monica e si avvia nel suo viaggio verso la casa del Padre.

Sai Marco– mi confida Donatella- Adalberto si era stancato di continuare a combattere la sua guerra e così ha deciso di affidarsi nelle mani del Signore”.

Mi vengono in mente i tanti nostri incontri della Pietra Scartata a Roma prima, ad Assisi poi e i vari seminari estivi di Ai.Bi.: Donatella ed Adalberto arrivavano sempre, inconfondibili, mano nella mano, più uniti che mai.
Bastava uno sguardo per capire che quella era una coppia di quelle che purtroppo se ne contano poche oggi: se chiedevi ad Adalberto come stava, con tutti i suoi acciacchi, ti rispondeva Donatella con la sua solita dolcezza: “Anche stavolta siamo qui“.

C’erano anche quella volta, sulla tomba di San Pietro, a Roma, il 7 dicembre 2007, in cui, con altre 17 famiglie adottive e affidatarie, abbiamo compiuto uno di quegli atti che contano veramente nella vita di una donna e un uomo: la fondazione della associazione di fedeli “La Pietra Scartata”, destinata ad annunciare, in ogni parte del mondo, la bellezza della accoglienza di un bambino abbandonato!
E che Adalberto ne fosse un vero e credibile testimone lo racconta la sua storia, fin da quando, con Donatella, non esitarono un attimo a dire il loro “sì” alla chiamata di Suor Maria Luisa Turco, in quel di Belo Horizonte, nel nostro amato Brasile: “Ci sono qui tre fratellini, che hanno bisogno di una mamma e un papà, ma qui da noi, non troviamo nessuno che li voglia adottare” … ed eccoli, Adalberto e Donatella arrivare, come sempre, con il loro semplice ma profondo sorriso: “Siamo quì!”.

Ciao Adalberto, stai vicino mi raccomando alla tua Donatella: falle ancora sentire il tuo Amore. Ora ha ancora più bisogno di te.
Io ti ricorderò sempre con le parole di tuo figlio Nilson, quando ieri mi stava raccontando dei suoi due figli – i tuoi nipotini – e del nome loro dato:” Ah! Hai chiamato Adalberto il tuo secondo maschietto?
“Per forza Marco, con un padre così… è il minimo che avrei potuto fare!”.
Marco

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