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Procediamo senza paura nella nostra missione di accoglienza: Il Signore ci darà “parola e sapienza”

Domenica 13 novembre 2022. XXXIII domenica del tempo ordinario. Cristina e Claudio Cafarelli (Gruppo famiglie Regione Lombardia) commentano il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 21,5-19)

 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,5-19)

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti, infatti, verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

 

Il commento di Cristina e Claudio

Questa pagina di Vangelo ha grandi similitudini con i vari telegiornali di una “normale” giornata dei nostri tempi a cui forse ci siamo anche ormai abituati. Fortunatamente, qui l’“inviato speciale” è Gesù e … la differenza si vede!

Il servizio di apertura parla di “guerre e rivoluzioni”: capirai che novità! Eppure, la novità, la buona notizia arriva subito e Gesù, infatti, termina il suo servizio con una grande rassicurazione: “non vi terrorizzate”.

Nel servizio successivo la situazione peggiora.

Oltre alle guerre (“si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno”), si aggiungono “terremoti, carestie e pestilenze” e “anche fatti terrificanti”, il tutto preceduto dal fatto che “metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi (…) alle prigioni”.

Non so se viene in mente anche a voi. Molto spesso in TV (o su internet), quando si parla di vita, di genitorialità, di accoglienza … lo si fa “al contrario”: genitori che uccidono figli, figli che uccidono genitori, scandali di figli strappati alle famiglie di origine per essere “assegnati” a famiglie affidatarie o addirittura “venduti in adozione”. Ora, è chiaro che queste atrocità vanno denunciate, fermate immediatamente e condannate. Il punto è che (a ben vedere) ci sarebbero anche tante storie belle da raccontare e che (ahinoi) non fanno notizia. Ci sono bambini che finiscono in affido e situazioni in cui le famiglie di origine e affidataria collaborano benissimo per il bene del figlio e dei suoi genitori. Ci sono bambini con discalculia che dopo 6-12 mesi di affido chiedono di sottoporsi alla stessa verifica di matematica dei loro compagni di classe e prendono 10 … solo perché quel genitore affidatario ci era già passato per un altro figlio e ha voluto crederci fino in fondo un’altra volta. Ci sono bambini che nei loro Paesi di origine erano stati classificati “special needs” (sordi o con terribili difficoltà relazionali o di apprendimento) e che una volta adottati “rinascono” dall’amore dei “nuovi” genitori e si scopre che erano solo stati “non stimolati” abbastanza.

C’è tanto bene in giro … che non fa notizia.

Forse è anche un po’ lo stile di chi lo fa (“non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”, Mt 6,3). Certo è che … non se ne parla abbastanza.

Comunque sia, anche in questo servizio, il nostro “inviato speciale” Gesù ci rasserena dicendoci che “questo vi darà occasione di render testimonianza” e che non dovremo “preparare prima la vostra difesa” perché lui ci darà “lingua e sapienza”.

Il terzo servizio arriva in un crescendo di atrocità e violenza: “Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome”. Per fortuna nella nostra esperienza non abbiamo (ancora) incontrato nessuna famiglia che sia stata “messa a morte” per aver accolto un bambino. Eppure, leggendo questo brano di Vangelo, mi sembra di aver provato quella sensazione di tradimento da chi, vicino a te, nel momento di difficoltà (e se ne passano) ti dice (oppure lo pensa e non te lo dice): “Ma chi te/ve lo ha fatto fare?”; “stavate così bene”; “avevate già i vostri figli da seguire; che bisogno c’era?”

E qui vieni soccorso dal versetto di prima (“io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere”) e dall’ultima garanzia dell’“inviato speciale” Gesù: “nemmeno un capello del vostro capo perirà” …

Così, con questa consapevolezza (che tante volte ci perdiamo per strada), andiamo avanti nella nostra vita e missione.

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