Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

 Storie di adozione. “La famiglia, un caldo nido dove poter crescere”. Superare le difficoltà (3)

Che bello il giorno in cui sei nato così sei potuto diventare nostro figlio

La storia di una coppia, come tante, che sceglie di aprirsi all’adozione, di farsi famiglia nell’accoglienza, supportata nelle gioie e nelle difficoltà dalla quotidiana presenza e sostegno della fede. Una storia di vita straordinaria nella sua ordinarietà. Un esempio di vita in cui ritrovarsi. La Pietra Scartata ve la propone in quattro appuntamenti. Oggi pubblichiamo il terzo.

 Per leggere il secondo (QUI)

Superare le difficoltà

Il compleanno

Compleanno: nostro figlio più grande compie 12 anni.

Non c’è più la voglia di fare festeggiamenti, tergiversa e alla fine non ne vuole sapere. Preparo una torta, è fatta di tutte le cose che piacciono a lui, sono soddisfatta. È domenica, siamo al solito pranzo con i parenti.

Ci sono già le candeline accese, ma lui non c’è. È da un amico vicino e non ne vuole sapere.

Mangiamo noi la torta dal sapore amaro. Spesso io e mio marito ci guardiamo in silenzio, è come se ci sorprendessimo con gli stessi pensieri inquieti. Nel giorno del compleanno, la nascita, è impossibile non pensare a colei, la mamma che mi ha ceduto il posto. Una corrispondenza di pensieri lontani, che viaggiano nello spazio, oltre i confini della mente.

Ottobre 2004: 14 anni. Ora la torta non c’è più. C’è un pacchettino, il solito profumo che a lui piace tanto. C’è un biglietto, piccolo, con poche parole: che bello il giorno in cui sei nato così sei potuto diventare nostro figlio. Un piccolo foglietto ancora appeso in camera sua in mezzo ai poster dei calciatori.

 

Superare le difficoltà: la scuola

Altre difficoltà, nei confronti delle istituzioni educative, dove abbiamo provato spesso incomprensione e impreparazione verso l’accolto soprattutto se questo manca di riconoscenza.

Il livello scolastico oggi è elevato e se qualcuno parte svantaggiato ovviamente aumenta la distanza. “Il punto di partenza” ci siamo sentiti di dire con le maestre, quando al ritiro della pagella in seconda elementare ci siamo trovati di fronte tanti “SUFF”. Non sono valse le spiegazioni che abbiamo cercato di far valere, affermando che la bambina aveva dovuto percorrere tanta strada per arrivare a quei risultati e che non ci si poteva avvalere di un’unica tabella di valutazione. Attualmente, il metodo usato per il dialogo con la scuola è fatto di profonda imperturbabilità, di sorriso e paziente tenacia nello spiegare che occorre tener conto della specificità adottiva. Per arrivarci però c’è voluta una bell’esperienza fatta di arrabbiature pianti e delusioni.

Siamo consapevoli che l’istituzione scolastica si trova ad affrontare problematiche più grandi di lei, senza averne i mezzi e le possibilità, ma per chi si trova nell’urgenza di risolvere i problemi è chiaro che non può aspettare che si modifichino le cose. Perciò, considerate le nostre tre esperienze, non possiamo fare un bilancio positivo.

In percentuale minore, ma non è importante, ci sono persone che collaborano fattivamente all’accoglienza e si sentono responsabili della loro parte.

Pensieri e riflessioni di Mara con Vincenzo

 

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA