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Congedo parentale. Anche i papà hanno diritto di piangere la morte del loro bambino

Ogni progetto di uomo, fa pregustare la sua conclusione, e i loro padri hanno immaginato il cammino comune con il figlio, che purtroppo non è stato possibile iniziare

Secondo le nuove norme del congedo parentale che prevedono 10 giorni di astensione dal lavoro, un papà può piangere la morte del proprio bambino, se è avvenuta dopo 180 giorni di gravidanza e non prima. Ora, la legge attuale è certamente un miglioramento sensibile, scrive VITA, rispetto alla precedente, che concedeva un solo giorno di lutto ai papà e che li obbligava a prendere un giorno di permesso dal lavoro, per andare all’anagrafe a denunciare la morte del bambino.

Valerio Nicolosi, grande fotografo e documentarista, alcuni anni fa, perse il bambino Stefano, che lui e la sua compagna aspettavano e sottolinea come la società “imponga ai padri di essere forti… i padri per alcuni aspetti sono essi stessi vittime della società patriarcale e della performance, dove non è lecito stare male e avere debolezze”.

Per Claudia Ravaldi, presidente dell’Associazione “CiaoLapo” che offre assistenza alle famiglie in lutto perinatale, “il lutto perinatale è un’esperienza molto dolorosa, che coinvolge tutti i componenti della famiglia… L’attenzione quando c’è, è tutta rivolta verso la mamma. Del lutto dei padri, ci si occupa ancora troppo poco.

Giacomo Leopardi, scriveva, che l’attesa è più bella della festa. in effetti, quando la festa non arriva, in questo caso la nascita di un figlio: “è come se una nuvola grigia e minacciosa avvolgesse l’esistenza”.

Luca, papà di Lucilla, morta il giorno dopo la nascita, racconta: “ci sono dolori dell’anima, che restano nascosti nei suoi anfratti, che necessitano di essere svelati. Altrimenti trovano un altro modo per farsi sentire…“.

Ad oggi non è previsto nessun congedo per quei padri che perdono il figlio durante la gravidanza prima della ventottesima settimana.

È una norma a stabilire da quale tempo gestazionale la morte del bambino sia così dolorosa per meritare un congedo. Ogni morte ha la sua dignità e ognuno di noi la sua sensibilità. Ogni progetto di uomo, fa pregustare la sua conclusione, e i loro padri hanno immaginato il cammino comune con il figlio, che purtroppo non è stato possibile iniziare. Forse un po’ più di “generosità legislativa” aiuterebbe a dare più dignità alla vita in tutto il suo percorso.

 

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