Le recenti separazioni di Totti e Moser mettono in mostra, per contrasto, un desiderio di storie che siano “per sempre”. Nella gioia e nel dolore, senza dare mai nulla per scontato
Le notizie di cronaca delle ultime settimane hanno raccontato di due separazioni illustri: Totti e Blasi, Francesco Moser e Merz. Due coppie storiche: la prima sposata da 20 anni e la seconda addirittura da 42.
Siamo purtroppo abituati alle notizie su divorzi o separazioni, non solo di coppie famose. Il numero in Italia è cresciuto di anno in anno, con l’eccezione di una lieve flessione nel 2020 (forse perché le attività erano rallentate per la pandemia).
Alcune storie, però, ci colpiscono particolarmente, ci incuriosiscono, forse anche ci deludono, perché, in fondo, un po’ ci contavamo sul fatto che non finissero quelle unioni, soprattutto se riguardano coppie “felicemente sposate” da decenni e di cui si è seguita la storia con ammirazione. Belli, ricchi, famosi… figli bellissimi, ma… forse non basta?
Lo sconcerto per la fine di storie che si credevano “per sempre”
Della coppia Moser-Merz non conoscevamo molto, visto che esposto mediaticamente è più il famoso ex ciclista e molto meno la sua ormai ex moglie. Conoscevamo di più di Totti e signora, che abbiamo visto sposarsi, diventare genitori, vivere insieme i trionfi professionali e sportivi. Di loro abbiamo visto anche le lacrime in occasione della fine di un altro legame che sembrava per sempre: quello di Francesco Totti con la squadra di calcio della vita. Nella storia che ci raccontavano i media tutto faceva pensare a un “per sempre” certo.
Ambedue le separazioni non sono state esibite, ma comunicate o confermate. Tutto sommato, poco gossip e molta partecipazione comunque. Infatti sui social sono stati pubblicati commenti che raccontavano soprattutto di tristezza e d’incredulità. Questa reazione è significativa di qualcosa di serio e profondo a cui stavamo assistendo: non semplice pettegolezzo.
A prescindere dalla notorietà e dalla storia delle coppie coinvolte, è evidente come molti dei commenti social esprimessero in realtà il desiderio di un “per sempre” disatteso. Ciò appare contradditorio rispetto a una situazione come quella odierna della nostra società, in cui sembra che si viva e si accetti un sistema di relazioni temporanee e senza troppo impegno, in una cultura in cui il “qui e ora” determina le scelte e l’io prevale sul tu e, soprattutto, sul noi.
La reazione alle separazioni dei due Francesco e delle loro consorti mette in evidenza qualcosa che va in direzione opposta: non solo questa fluidità dei rapporti in fondo non è desiderata, ma ciò che affascina maggiormente è il “vissero per sempre felici e contenti”. C’è distanza tra i “desiderata” e ciò che si riesce a realizzare, lo stesso vale tra il desiderio di avere figli e figli che si riescono ad avere.
Il desiderio di affetti profondi che durino nel tempo non significa credere nelle fiabe mancando di concretezza. Significa desiderare qualcosa di cui si percepisce l’estrema bellezza, infatti le coppie si sposano ancora in grandi numeri, benché in calo, e molti desiderano farlo nonostante i condizionamenti della cultura dominante.
Matrimonio: ricerca di un amore incondizionato
Il matrimonio non è scomparso e nessuno si sposa certo pensando fin da principio di separarsi. Questo conferma come la ricerca di amore incondizionato, forse non perfetto, ma che accompagni per tutta la vita, ci sia. Fin da bambini desideriamo che mamma e papà siano per sempre con noi, poi, crescendo, questo desiderio di eternità si sposta su un ragazzo o una ragazza e regaliamo anelli o ciondoli con il simbolo dell’infinito, fino a desiderare di invecchiare con i nostri sposi e di continuare a stare insieme anche oltre la vita terrena. E questo nonostante le difficoltà che ogni relazione porta con sé.
I legami solidi ci fanno crescere nella libertà di realizzare i nostri sogni sapendo di avere una rete, un luogo affettuoso del ritorno e della consolazione se occorre; ci rasserenano e ogni persona desidera una vita serena. Incertezza e solitudine invece ci rendono schiavi di noi stessi e ansiosi, quando non anche tristi. Chi dovrebbe desiderare questo?
Un dubbio sorge però di fronte al numero crescente delle separazioni: ciò che manca è forse la consapevolezza che la bellezza va scoperta pian piano, con costanza nell’impegno? È il volere tutto subito o il pensare che l’innamoramento e la passione non si trasformino nel tempo che deludono?
Uno scultore, dinnanzi a un blocco di marmo perfetto, si emoziona e percepisce che potrebbe diventare una scultura fantastica. Inizia a lavorarci, giorno dopo giorno, con costanza, con caparbietà, fino a quando il blocco di pietra che lo ha fatto innamorare si trasforma nella miglior scultura che in cuor suo ritiene di poter realizzare: un’opera d’arte!
Questo è il matrimonio: un percorso verso l’amore pieno, verso la carità che “tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta” (Cor. 1,7), come ci ha indicato Papa Francesco nell’esortazione apostolica Amoris Laetitia, nel capitolo IV. Un percorso che nasce da una fascinazione profonda e inevitabile, a cui non possiamo e non vogliamo sottrarci.
Se l’amore coniugale è vissuto come un crescendo, accompagnato dalla cura e dalla passione necessarie per raggiungerne l’apice, è meno probabile che la fatica o, ancor peggio, l’indifferenza interrompa il cammino. Questo impegno importante spaventa molti perché le condizioni, non solo culturali ma anche economiche, in cui realizzare questo desiderio spesso non sono favorevoli, ma molti purtroppo sottovalutano la grazia insita nel matrimonio cristiano che accompagna gli sposi.
Non siamo nessuno per sapere quali siano i motivi della separazione delle due celebri coppie, solo loro possono saperlo e soprattutto non è rispettoso invadere uno spazio così intimo. Ma appare evidente che il vivere una vita agiata e invidiata da molti non basta. L’assenza di pesanti problemi quotidiani che molte famiglie affrontano e che rischiano di essere dei veri corrosivi della relazione, non è garanzia di “per sempre”. Certo di fronte al problema di arrivare a fine mese, alla mancanza del lavoro, alla necessità di prendersi cura di anziani e ammalati o ad altre situazioni molto pesanti che molte coppie purtroppo devono affrontare ogni giorno, la necessità di cura della relazione aumenta se ad essa si tiene. Non fosse altro che per evitare litigate e tensioni continue bisogna essere attenti all’altro, accogliere le sue paure e i sui desideri, le sue fatiche e le sue cocciutaggini con benevolenza reciproca. Decidere ogni giorno di volere stare insieme.
Questo non vuol dire che sia meglio avere difficoltà per salvaguardare il matrimonio! Significa che nella gioia e nel dolore ciò che non deve mai spegnere la relazione è il dare per scontato l’altro e il bene. Il dare per scontato infatti banalizza, la banalità rischia di generare indifferenza, l’indifferenza fa morire nel cuore e nella mente chi è ignorato.
Cristina e Paolo Pellini
Comunità La Pietra Scartata
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