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Non siate tristi! Lo Spirito Santo ci accompagna nella vita e ci sostiene sempre

DOMENICA 5 giugno. Domenica di Pentecoste. Grazia e Massimo Ranuzzi (Comunità La Pietra Scartata Regione Lazio) commentano il passo del Vangelo secondo Giovanni (Gv 14, 15-16.23b-26)

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14, 15-16.23b-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

 

Il commento di Grazia e Massimo

Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Vogliamo soffermarci su questa promessa di Gesù perché è importante approfondire la conoscenza della terza persona della Santissima Trinità. Da sacerdote, ad una Messa per bambini, in una domenica di Pentecoste, Jorge Mario Bergoglio aveva chiesto loro se sapessero chi è lo Spirito Santo. E un bambino gli aveva risposto: “il paralitico”. E anche noi tante volte pensiamo che lo Spirito Santo è un paralitico.

Ma che fa lo Spirito Santo? Per Papa Francesco la terza persona della Santissima Trinità dispensa gioia e giovinezza. “Nel discorso di congedo ai discepoli prima di salire al cielo Gesù – ha ricordato infatti Francesco – ci fa una vera catechesi sullo Spirito Santo, ci spiega chi è. I discepoli sono tristi al sentire che il loro Maestro fra poco li lascerà e Gesù li rimprovera per questo, perché la tristezza non è un atteggiamento cristiano”. Ma come si fa a non essere tristi? “Contro la tristezza – ha spiegato – nella preghiera abbiamo domandato al Signore che mantenga in noi la rinnovata giovinezza dello spirito”. E qui entra in campo lo Spirito Santo perché è Lui che fa che ci sia in noi quella giovinezza che ci rinnova sempre. “Lo Spirito Santo – dunque – è quello che ci accompagna nella vita, che ci sostiene”, è il Paraclito, parola che vuol dire “quello che è accanto a me per sostenermi perché io non cada, perché io vada avanti, perché io conservi questa giovinezza dello Spirito”.

Ripensando alla nostra esperienza è vero che la nostra sterilità ci ha resi tristi per molti anni, credevamo che la scienza fosse l’unica risposta al nostro desiderio di maternità e paternità. Esisteva solo la nostra ragione, pretendevamo che Dio esaudisse il nostro sogno. Quando poi abbiamo pensato all’adozione, inizialmente i dubbi e le domande erano tante e concorrevano tutte ad alimentare la nostra tristezza. Quando partecipammo al corso di formazione di Ai.Bi., lì cominciammo a trovare alcune risposte. Ci fu insegnato che l’adozione non era volere un figlio, ma la risposta alla domanda: te la senti di accogliere un bambino abbandonato ed amarlo come figlio per sempre? Sentire … iniziò quello che viene definito il pellegrinaggio più difficile, quello che dalla mente (pensiero) conduce al luogo del sentire (sentimenti) e fu lì che per la prima volta capimmo che in quel luogo si poteva incontrare lo Spirito Santo.

Ricordiamo ancora oggi quando al ritorno da Milano in auto il momento preciso quando insieme, guardandoci negli occhi decidemmo di dire sì, sentivamo la certezza del nostro sì ed insieme la paura della nostra scelta; è difficile spiegare le sensazioni che abbiamo provato, sicuramente da quel momento la gioia cominciava a prendere il posto della tristezza. Gioia che poi è esplosa quando incontrammo i nostri figli. Successivamente abbiamo capito che in quel preciso momento avevamo preso coscienza della presenza in noi dello Spirito Santo, di cui abbiamo sempre sentito il bisogno di avere accanto, per superare i momenti di tristezza e ritrovare la giovinezza dello spirito.

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