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Macerata. Racconto di un incontro con chi è fuggito dalla guerra

L’accoglienza è sorprendente. Non hanno più nulla, ma ci offrono un caffè, caldo sotto tanti punti di vista…”

Gli operatori di Ai.Bi. incessantemente, dall’inizio della guerra, offrono il proprio sostegno e conforto alla popolazione ucraina in fuga: nella confinante Moldova, in Italia, e tra poco saranno attivati anche Punti Ai.Bi. a Kiev. Dai loro incontri e dai loro racconti emerge tutta la disperazione e la forza di questa popolazione, coraggiosa e tenace.

Quello che vogliamo fare oggi e prendervi per mano e condurvi con noi in uno di quegli incontri, per permettervi di guardare negli occhi Sasha, i bambini, che, anche nella tragedia, riescono a ritrovare la gioia dell’infanzia e i ragazzi adolescenti, silenziosi e schivi.

Macerata. Racconto di un incontro con chi è fuggito dalla guerra

Siamo andati ad incontrare i nuclei arrivati, per vedere se va tutto bene. Ci accolgono con il sorriso, per comunicare abbiamo bisogno che arrivi Sasha ma ci offrono un caffè, ci fanno accomodare.

Io penso che è la seconda volta che vediamo due di loro, per altre è la prima ma l’accoglienza è sorprendente. Non hanno più nulla, ma ci offrono un caffè, caldo sotto tanti punti di vista, buonissimo!

Poi chiamano i bambini… i bambini!

Gli adolescenti silenziosi, schivi, se ne stanno tra di loro, tolti ai loro giochi, vengono a salutare, poi pian piano si defilano, resta vicina alla mamma la più piccola, che appena vede la bambola e i peluche comunica tutta la sua sorpresa e la gioia con gridolini di felicità, con i sorrisi e l’emozione contagia tutti.

Abbraccia quel piccolo unicorno come fosse la cosa più bella del mondo, lo tiene stretto e lo carezza, urla di gioia correndo verso la madre appena scopre il puzzle delle principesse; si rivolge a tutti parlando in ucraino, incurante della lingua, senza fare differenze, con quella spontaneità dei bambini.

Arriva Sasha e ci racconta. 

È un fiume in piena, è stanca, è preoccupata e io per tutto il giorno non riesco a togliermi dalla mente e dal cuore i suoi gli occhi che si riempiono di lacrime e le sue parole: “sono orchi, sono solo orchi!”.

Ci racconta di soldati che stuprano le donne e le bambine nella sua città davanti ai familiari impotenti e dopo le uccidono, quando questo non accade si tolgono la vita da sole per ciò che hanno subito.

Mykolaiv: “è la via per il mare, raderanno al suolo tutto”, lei e le altre sono in pena per genitori, mariti e fratelli che sono rimasti lì, per gli amici, per i compagni di classe dei figli…

Ci racconta che della casa della sua amica non è rimasto nulla, non c’è più una porta, nessuna finestra si è salvata, il frigorifero è stato sbalzato lontano e anche i suoi occhi sono lontani, quasi a vedere quelle scene di una dolorosa e irrimediabile perdita.

Ci racconta dei bambini che seguono le lezioni in DAD, ma solo se le insegnanti possono stare fuori dai bunker, perché lì sotto non prende e allora saltano le lezioni. Parla della scuola qui, in Italia, alla quale si sono iscritti, ma deve passare a prenderli il pulmino e ancora non è passato. Parla di dirigenti che propongono interpreti russe e si dice basita della proposta “loro ci stanno uccidendo, anche se i bambini parlano russo come pensi che si sentano sentendo questa lingua e pensando ai loro padri sotto le bombe?”

 Sostieni l’impegno di Ai.Bi. per i bambini dell’Ucraina

Dall’inizio della guerra, Ai.Bi. è impegnata in molteplici attività lanciate all’interno del progetto #BAMBINIxLAPACE, attivo in Ucraina, Moldova e Italia a favore dei bambini ucraini e delle loro famiglie. Chiunque può sostenerli con una donazione una tantum o con l’Adozione a Distanza. E se sei cliente Fineco, la banca raddoppia la tua donazione fino al 30 giugno. Ricordati che tutte le donazioni ad Ai.Bi. godono delle seguenti agevolazioni fiscali

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