Macron: “L’Unione europea deve ridefinire una strategia alimentare per l’Africa, altrimenti diversi Paesi saranno colpiti da carestie nei prossimi 12 o 18 mesi”

Ogni giorno dall’Ucraina giungono terribili le notizie della guerra che imperversa nel cuore dell’Europa, coinvolgendo milioni di innocenti.
Ad oggi sono 226 i bambini morti a causa del conflitto e 415 quelli rimasti feriti. Numeri tremendi, ma che purtroppo non sono definitivi. Non si contano le famiglie che si sono dovute dividere, a causa della guerra. Donne e bambini hanno trovato rifugio oltre confine, mentre mariti e papà sono rimasti in patria. Venerdì 6 maggio, solo nel nostro Paese, si contavano 109.325 profughi ucraini. Quasi 38.000 di loro sono bambini.
La guerra in Ucraina è una tragedia umanitaria che rischia di coinvolgere milioni di persone anche fuori i confini del martoriato Paese. Il conflitto oltre l’immane peso delle vittime che sta trascinando con sé e dell’incubo in cui ha gettato un intero popolo, sta causando danni collaterali anche in molti Paesi del mondo. Dall’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, alle difficoltà di approvvigionamento energetico a risentirne, sono, come al solito i più vulnerabili.
Il web magazine Vita sottolinea come, in Africa “Dal 2016, la produzione russa e ucraina rappresentino circa il 45% delle importazioni di grano del continente, il 30% dell’orzo e il 20% del mais…”
“Nei primi giorni dell’invasione russa dell’Ucraina – si apprende sempre su Vita- Kristalina Georgieva, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI), aveva lanciato l’allarme: ‘Molti paesi africani sono già altamente insicuri dal punto di vista alimentare. Il Sudan, l’Etiopia e l’intera regione del Corno d’Africa sono in difficoltà, e la recente impennata dei prezzi dei prodotti alimentari aggraverà la situazione. E più recentemente Emmanuel Macron ha aggiunto: ‘L’Unione europea deve ridefinire una strategia alimentare per l’Africa, altrimenti diversi Paesi saranno colpiti da carestie nei prossimi 12 o 18 mesi”.
Un’ulteriore catastrofe umanitaria che si inserirebbe sulle già molteplici e non facili problematiche di cui il bellissimo e fragile continente africano tutt’oggi soffre, coinvolgendo milioni di persone.
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