Papa Francesco: “Non dobbiamo avere paura della crisi ma viverla come un’opportunità”
Gentile redazione,
io e mia moglie siamo sposati ormai da più di 10 anni. A causa anche del covid e delle difficoltà economiche e sociali che ha comportato, stiamo attraversando un periodo di crisi coniugale che mi addolora molto. Entrambi crediamo nel sacramento matrimoniale come vincolo indissolubile ma qualche cosa inizia a vacillare. Potete darmi qualche consiglio?Nicola

Carissimo Nicola,
non bisogna temere le crisi coniugali, perché possono trasformarsi in una vera “opportunità” di crescita della coppia.
È d’accordo anche il Santo Padre che ha parlato proprio di questo argomento, durante il discorso tenuto in aula Paolo VI, ai membri dell’associazione “Retrouvaille”, il 6 novembre del 2021.
Proprio attraverso alcuni brevi brani tratti dal suo discorso vorremmo consigliarti.
Papa Francesco ci esorta a non spaventarci delle crisi che possono toccare la vita coniugale: “… La crisi ci aiuta a crescere – spiega il Santo Padre- quello di cui dobbiamo avere cura è non cadere nel conflitto, perché quando tu cadi nel conflitto chiudi il cuore e non c’è soluzione del conflitto o difficilmente. Invece la crisi ti fa “ballare” un po’, ti fa sentire le cose brutte a volte, ma dalla crisi si può uscire, a patto che si esca migliori. Non si può uscire uguali: o usciamo migliori o peggiori. Questo è importante. E dalla crisi difficilmente si può uscire da soli, dobbiamo uscire sempre tutti in crisi. Questo mi piace. Non avere paura della crisi, avere paura del conflitto!”.
Il Papa ci esorta a considerare la crisi come una vera opportunità: “…un’opportunità dolorosa ma un’opportunità, in questo caso opportunità di fare un salto di qualità nella relazione. Nell’Esortazione Amoris laetitia c’è una parte dedicata alle crisi familiari (cfr 232-238).”
“Oggi – continua Papa Francesco- c’è tanto bisogno di persone, di coniugi che sappiano testimoniare che la crisi non è una maledizione, fa parte del cammino, e costituisce un’opportunità. E anche noi, preti e vescovi, dobbiamo andare su questa strada, far vedere che la crisi è un’opportunità. Altrimenti saremmo preti o vescovi chiusi in noi stessi, senza un dialogo reale con le altre persone. Sempre c’è la crisi nel dialogo reale. Ma per essere credibili bisogna averlo sperimentato. Non può essere un discorso teorico, una “pia esortazione”; non sarebbe credibile…”
Ancora Papa Francesco, nel suo discorso ai membri dell’associazione Retrouvaille” si concentra su un altro importante concetto: “accompagnare” e prende come esempio Gesù risorto con i discepoli di Emmaus.
“…Gesù – spiega il Santo Padre- non appare dall’alto, dal cielo, per dire con voce tonante: “Voi due, dove andate? Tornate indietro!”. No. Si mette a camminare al loro fianco lungo la strada, senza farsi riconoscere. Ascolta la loro crisi. Li invita a raccontare, a esprimersi. E poi li riscuote dalla loro stoltezza, li sorprende svelando a loro una prospettiva diversa, che già c’era, era già scritta, ma loro non l’avevano compresa: non avevano compreso che il Cristo doveva soffrire e morire sulla croce, che la crisi fa parte della storia della salvezza… Questo è importante: la crisi fa parte della storia della salvezza. E la vita umana non è una vita di laboratorio o una vita asettica… come immersa nell’alcol perché non ci siano cose strane… La vita umana è una vita in crisi, una vita con tutti i problemi che vengono tutti i giorni. E poi quell’uomo, che era Gesù, quel Viandante si ferma a mangiare con loro, rimane con loro: perde tempo con loro. Per accompagnare, perdere tempo e non continuare a guardare l’orologio. Accompagnare vuol dire “perdere tempo” per stare vicino alle situazioni di crisi. E spesso ci vuole molto tempo, ci vuole pazienza, rispetto, ci vuole disponibilità…”.
Caro Nicola, se avessi voglia di leggere il discorso completo del Pontefice, puoi trovarlo QUI
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