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Morire a diciannove anni ma “vivere” molto di più. Ecco cosa ci ha insegnato Rhys Langford

Rhys Langford è morto a 19 anni, per un osteosarcoma, ma prima di morire ha raccolto 60.000 sterline per curare un bambino di sei anni, affetto dalla stessa malattia

Il web magazine Aleteia, in un articolo, ci pone difronte al dramma della morte di Rhys Langford, avvenuta a soli 19 anni, per un osteosarcoma.

Questo giovane ha lottato contro la malattia con coraggio e quando si è reso conto che le speranze di guarigione per lui erano finite, si è impegnato ad aiutare un bambino di sei anni, affetto dalla stessa malattia, con una raccolta fondi, affinché fosse curato al meglio, raccogliendo la cifra di 60.000 dollari.

Il giovane Rhys si è spento serenamente nella sua casa circondato dall’affetto dei suoi familiari.

Questo esempio di grande generosità, di accettazione cristiana del volere del Padre, ci induce ad alcune riflessioni. È possibile che nel 2022 per poter curare un malato grave si debba ancora ricorrere alla generosità dei singoli e non vi sia un’istituzione, un ente che si preoccupi di garantire le terapie migliori?

 In questi tempi, in cui la guerra si è affacciata come una terribile realtà per l’Ucraina e la Russia, con la paura che si possa estendere su scala mondiale, non è offensivo per il genere umano, che per curare un bambino si debba ricorrere alla generosità di chi già soffre?

Non dobbiamo sorprenderci se, il Santo Padre ritenga folli le spese per gli armamenti e ci richiami al valore della vita, al senso dell’umano, invitandoci ad usare le risorse per il bene dell’umanità, per cercare di lenire le sofferenze del prossimo, investendo nella ricerca medica e per garantire a tutti la possibilità di potersi sfamare e di avere un lavoro.

In momenti come questi in cui veniamo messi di fronte al pericolo della guerra e all’evidenza che vengono trascurati i bisogni fondamentali dell’uomo, deve sorgere in noi la forza per un cambiamento, ad iniziare dalla sensibilità delle nostre coscienze, per vincere il nostro tornaconto e non chiudere gli occhi sulle necessita altrui. Rhrys lo ha fatto, non si è disperato per la sua condizione, ma ha dato tutto se stesso per gli altri. È morto a soli diciannove anni, ma in realtà è vissuto molto di più di tanti di noi.

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