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Papa Francesco: la tristezza non ha nulla di cristiano

Non lasciatevi imprigionare dalla tristezza, dallo scoraggiamento rassegnato, di chi dice che mai nulla cambierà”. “Non siamo fatti per tenere la faccia a terra, ma per alzare lo sguardo al cielo” 

 

Chi ha fede in Dio non può essere triste, chi ha fiducia nel Padre si fida di Lui e sa che non sarà mai abbandonato. Questa è la nostra “Assicurazione Celeste”, per la vita, quindi, la tristezza non ha motivo di essere presente in noi.

Non lasciatevi condizionare da ciò che non va, dal male che imperversa – con queste parole, riportate da Vatican Event, Papa Francesco ha incoraggiato migliaia di giovani, durante la sua visita in Slovacchia, a non cedere all’egoismo del mondo – Non lasciatevi imprigionare dalla tristezza, dallo scoraggiamento rassegnato, di chi dice che mai nulla cambierà”. “Non siamo fatti per tenere la faccia a terra, ma per alzare lo sguardo al cielo” .

La confessione un mezzo infallibile di… gioia!

Quando ci sentiamo giù – raccomanda Papa Francesco- perché a tutti capita, abbiamo un mezzo infallibile per rialzarci: la confessione“!

Attraverso il sacramento della confessione incontriamo Gesù che ci perdona sempre e ci risolleva in ogni situazione. È attraverso il SUO abbraccio che rinasce la speranza e la gioia.

In un articolo dell’Osservatore Romano si legge come Papa Francesco abbia definito la gioia cristiana “il respiro del cristiano”. La gioia del cristiano è la pace.

“Vai, vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri”

Nel Vangelo di Marco (10,17-27) viene narrata la vicenda di un giovane che aveva vissuto sempre secondo i comandamenti, che era stato capace di attirare a sé l’amore di Gesù e che voleva andare avanti nel servizio di Dio e chiedeva come fare. Gesù allora gli disse di vendere tutti i suoi beni e dare tutto ai poveri. Sentita la condizione, il giovane si fece scuro in volto e se ne andò rattristato.

Non è possibile scendere a compromessi per fare la volontà di Dio.

Il teologo Gaetano Piccolo, riporta Famiglia Cristiana, ben spiga come I Padri del deserto (Evagrio Pontico e Cassiano), ritenevano la tristezza un vizio capitale e se non compare nella lista che si è strutturata nella chiesa d’occidente, essa può essere comunque un pericoloso veleno che può inquinare la nostra vita. Il teologo termina la sua riflessione con l’invito alla preghiera per chiedere la grazia della gioia e della pace.

 

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