Terzo e ultimo capitolo di riflessioni estive. Un passo indietro – dalla politica, verso l’umanità

Urge una scuola di politica. Dichiaravo, con chiusura solenne, in un articolo di qualche mese fa, pensando alle bambine e ai bambini e alle famiglie vittime della pandemia.
Mi sbagliavo, o comunque era una visione molto parziale, la mia. Se ora non è migliorata è comunque più vecchia, forse più saggia per il tanto tempo trascorso e per le tante cose accadute, orribili ma anche belle.
Prima di riformare la politica occorre lavorare per ristabilire un contatto umano.
Alle prese con lockdown, paure, pressioni digitali, chiusure, guerre cibernetiche, guerre verbali… forse varrebbe la pena praticare una buona digitopressione che riattivi e rigeneri gli organi vitali delle comunità. La religione, il senso civico, il rispetto delle regole, la buona educazione, la conversazione, mamma, papà, i nonni, lo zio eccentrico, la zia single, la scuola, la terra, l’acqua, il lavoro. Tutto ci può stare. Con un cambio di prospettiva, basato sulla relazione e sulla legge.
Nel dialogo franco e leale si accetta lo scambio. L’avversario si rispetta, il nemico si respinge. Difficile arrivare a costruire un dialogo fuori dalla ideologia se i comportamenti si manifestano a colpi di respingimento.
Siamo ancora acerbi per saper superare i rancori e i bagliori delle ideologie. Il conflitto è ovunque: verbale, economico, religioso, culturale, territoriale, internazionale, familiare… con il risultato che si dorme male, proliferano i canti delle sirene per marketing del relax, della performance e della leadership.
Il caldo se ne andrà, tornerà l’autunno… e poi attenderemo il Natale.
L’Arcivescovo di Bologna Zuppi ha scritto recentemente una lettera alla nostra Costituzione fa vibrare ogni muscolo, fa brillare gli occhi, scuote il cuore. In una famiglia, i genitori, i nonni, i bambini sono di casa; nessuno è escluso… se potessimo riuscire a vedere l’avversario politico o il vicino di casa con gli stessi occhi con cui vediamo i bambini, le mogli, i mariti, i padri e le madri. Che bello sarebbe!” (FT 230). Zuppi cita l’Enciclica Fratelli tutti e richiama il bisogno urgente di amore politico.
Ma certamente se non si conosce l’amore… se non se ne accetta il rischio del dolore, la politica è un fatto del tutto secondario, a mio avviso. Con questo augurio di amore politico che faccio a me e a tutti noi, intendo ripartire lasciandomi alle spalle questa estate, il cui caldo ha contribuito ad alterare ogni ragionevole certezza. Per tutte quelle bambine, bambini, ragazzi e ragazze per cui anche solo con il buon esempio possiamo fare la differenza. Volendo fare un passo in più, auguro a tutti noi di poter scoprire la bellezza di praticare il sostegno a distanza, fatto di umana relazione, in cui l’aiuto economico è certamente una componente, oltre la quale vive si nutre e si genera l’umanità.
Marzia Masiello
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.

