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La ricerca. Il 47% dei cattolici dichiara di non avere una vita spirituale

Per il 65% dei praticanti, la Chiesa ha una presenza declinante, per il 42% non ha saputo cogliere le sfide della modernità

 

A distanza di più di un anno dall’inizio della pandemia, la maggioranza dei cattolici ha visto stravolte le proprie consuetudini religiose.

L’Osservatore Romano spiega come a causa del prolungato lockdown, vi siano state forti limitazioni alla presenza nelle chiese, messe online, digiuno eucaristico. A questo si sono aggiunte “Le immagine drammatiche e confortanti al tempo stesso” di papa Francesco, solo! nella via Crucis a piazza S.Pietro il 27 marzo 2020…

Non sorprende se tutto questo abbia condotto a cambiamenti nel rapporto con la religione. L’articolo di Roberto Cetera sottolinea come, per mettere un argine allo sfilacciamento prodottosi tra gerarchia e cristiani, importanti personaggi della cultura cattolica, abbiano prima dato vita ad una ricerca sociologica sulla “Chiesa italiana postpandemica”.  Sulla base di questa, poi, 15 di essi hanno fondato l’associazione: “Essere qui”, con l’intento di promuovere “una nuova presenza e un nuovo protagonismo dei cattolici in Italia” e un pensiero che incentivi il bene comune, senza preconcetti nè prese di posizione acquisite.

Una ricerca dell’associazione, pubblicata sul libro “Il gregge smarrito“(ed. Rubbettino) evidenzia come, per il 65% dei praticanti, la Chiesa abbia una presenza declinante, per il 56% vi sia un ridotto impegno dei laici, per il 42% la Chiesa non abbia saputo cogliere le sfide della modernità, per il 22% non si occupi a sufficienza del sociale e il 52% ritenga che, durante la pandemia, molti parroci abbiano ridotto la loro presenza sul territorio. Forse tutto questo conduce il 47% dei praticanti a dichiarare di non avere una vita spirituale.

Si ha difficoltà a comprendere come una percentuale così alta di cattolici non senta la necessità di una vita spirituale. È come se questi cristiani avessero affievolito il senso del Divino, ritenessero sufficiente per arricchire la propria interiorità, impegnarsi nel sociale e soddisfare obblighi (precetto festivo). È solo con lo sforzo di fare crescere la spiritualità che possiamo arricchire il rapporto interiore col Padre nella speranza di rifletterlo sul prossimo.

 

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