Continueranno ad affollare le rotte della speranza a rischio della propria stessa vita, per garantire alle proprie bambine il diritto di vivere e non solo di esistere. Di studiare. Di lavorare. Di scegliere?

Quello che conosciamo della terribile situazione che sta vivendo il popolo afghano e dei pericoli che si palesano all’orizzonte, in particolare per le sue donne e le sue bambine, ora che il Paese è in mano ai talebani, ci arriva come uno schiaffo a risvegliarci dal torpore della calura estiva, qui nel lontano occidente.
Immagini di uomini e di donne in fuga, a rischio della propria stessa vita.
Una foto diffusa da militari americani e riportata dall’Ansa , vede centinaia di donne, uomini e bambini, ammassati nella pancia di un aereo da trasporto. Destinazione una base dell’aviazione americana in Quatar. Il velivolo, che, come massima capienza, poteva trasportare 154 persone, ha deciso di decollare con ben 640 civili afghani a bordo.
Quale sarà il destino di tante famiglie, di tanti bambini afghani?
Continueranno ad affollare le rotte della speranza a rischio della propria stessa vita, per raggiungere il sogno di un futuro migliore? Per garantire alle proprie bambine il diritto di vivere e non solo di esistere. Di studiare. Di lavorare, Di scegliere?
Alla fine di luglio, prima che la tragedia della presa di potere dei talebani divenisse realtà, Repubblica ci raccontava dell’ennesima piccola vita volata via nelle rotte della speranza.
Un bimbo afghano di appena 5 anni era scivolato dalle braccia del padre e annegato, mentre tentava assieme alla sua famiglia di attraversare il fiume Uni per raggiungere la Croazia, percorrendo la terribile rotta balcanica, destinazione l’Europa occidentale.
Oggi quei bambini, quelle bambine, che si metteranno in marcia saranno sempre di più!
Intanto anche la società civile non è rimasta a guardare e su change.org, è stata aperta una petizione per chiedere l’attivazione di corridoi umanitari internazionali per mettere in salvo le donne afghane e i loro bambini come anche tutti i minori soli e abbandonati all’interno degli orfanotrofi delle città cadute nelle mani dei talebani. La petizione, diretta al Ministro per gli affari esteri Di Maio e al ministro dell’interno Lamorgese ha, in pochissimo tempo, quasi raggiunto le 300.000 firme.
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