Padre A. Maggi “Per rispondere a questa domanda la Chiesa ci ha messo duemila anni”, fino all’udienza generale del 25 giugno 1997 di Giovanni Paolo II

Il 15 agosto è una festa particolarmente importante per il cristiano, perché non si limita ad un generico “ferragosto”, momento di riposo per tutti, credenti e non credenti, ma si ricorda l’Assunzione di Maria al cielo.
Questo dogma Mariano promulgato da Papa Pio XII nel 1950 è solo l’ultimo, in ordine di tempo, dopo quelli del concilio di Efeso del 431, in cui Maria veniva proclamata Madre di Dio e della Bolla del 1854 di Papa Pio IX, sull’Immacolata Concezione.
L’Assunzione in cielo di Maria in “spirito e in corpo” ha fatto sorgere una disputa teologica sulla “modalità” in cui la Madre del Figlio di Dio ha lasciato questa terra:
“Maria, la Madre di Gesù è morta?”.
“Per rispondere a questa domanda, la Chiesa ci ha messo duemila anni”. Ad affermarlo, sull’AGI, è Padre Alberto Maggi, biblista e direttore del centro studi di Montefano (Macerata).
Padre Maggi, sottolinea come sia stato Giovanni Paolo II in una udienza del 25 Giugno 1997, ad ammettere la morte di Maria.
Nell’ iconografia della Chiesa ortodossa “la Madonna -spiega Maggi– viene rappresentata come “dormiente” (nel Vangelo si usa spesso il verbo dormire al posto di morire) alla presenza del Figlio Gesù che tiene in braccio una bambina rappresentazione della Sua rinascita nel Regno dei Cieli”. A questa tradizione ortodossa, che legge nella morte di Maria un elemento necessario per la sua ascesa al cielo, si ispirò il Papa. A differenza di alcuni teologi che sostenevano che Maria, essendo nata senza peccato originale non dovesse essere soggetta alla morte, Giovanni Paolo II, invece, “ci riporta con i piedi per terra” sostenendo come: “La morte per il cristiano non interrompe la vita, ma è solo un momento in cui si passa ad una dimensione più piena”.
Papa Giovanni Paolo II, partiva dalla considerazione che essendo “Cristo morto, sarebbe difficile sostenere il contrario per la madre”. L’Assunzione di Maria è anticipazione della resurrezione della carne che per tutti gli uomini avverrà con il giudizio universale.
L’opera in copertina è dono del pittore Umberto Gamba.
Le opere del pittore saranno visibili, fino al 22 agosto, nella chiesa di S. Gregorio a Gromo, (Bergamo) nella mostra dal titolo: “La pace possibile”, evento realizzato nell’ambito della manifestazione “Gromo si mostra” promossa dal Comune e dall’ufficio turistico di Gromo, in collaborazione con IISS Andrea Fantoni di Clusone. Aperture: mercoledì 10-12. Sabato e Domenica: 10-12 e 15.30-18.30. Per visite su appuntamento contattare: areaumbertogamba@gmail.com
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