“I figli vogliono solo un papà e una mamma che siano Presenza. Vogliono famiglia, prodotto sempre più raro…”

“La più grande tragedia non è essere poveri, è non essere figli” questo ripete da sempre Padre Renato Chiera, sacerdote piemontese da una vita in Brasile, per il recupero dei minori di strada e per i quali ha fondato la Casa do menor, per amarli come un Padre, per far sentire amati questi figli non considerati da nessuno.
L’esperienza di Padre Renato e dei suoi ragazzi è stata d’ispirazione per la realizzazione di un documentario “Dear Child” (2020, 76 minuti) che porta la firma di Luca Ammendola, regista che, ha colto il grido dell’infanzia abbandonata, raccontando dell’importanza assoluta per i figli di ricevere amore, di avere un papà, una famiglia, in Brasile come nel resto del mondo.
“Un film intenso, duro, profondo e al tempo stesso impregnato di speranza – scrive l’Osservatore Romano– che racconta la vita di questo missionario e dei suoi ragazzi, per i quali ha dedicato e continua a dedicare tutta la vita”.
Ragazzi soli che hanno preso strade complesse (violenza, droga, criminalità) ma che sono rifioriti nello sguardo di Padre Renato, carico di comprensione, lo sguardo di un padre: “violenti perché non amati – si legge sul blog di Casa do Menor Italia– Drogati perché carenti… cercando la felicità. Dietro un giovane dedito alla droga, violento o piccolo criminale esiste un abbandono o un rigetto”.
Un film dove anche i giovani ospiti della Casa, sono diventati attori, raccontando la loro vita di buio e di violenza fino a quando la luce dell’amore, della famiglia trovata in Casa do Menor non è entrata nelle loro esistenze.
“A luz chegou… Cantano i nostri ragazzi… – si legge nel blog- una luce è arrivata. Questa piccola luce, accesa 30 anni fa dalla Casa do Menor, si diffonde per aiutare la nostra umanità materialista a capire che manca amore e che i figli vogliono solo un papà e una mamma che siano Presenza. Vogliono famiglia, prodotto sempre più raro…”
L’auspicio di Padre Renato scrive l’Osservatore Romano è che “il film possa far riflettere sulla dura realtà di un mondo orfano di padri. […] Bisogna avere il coraggio di vedere le conseguenze di questa assenza nei figli. In Brasile come nel resto del mondo […] E bisogna ricordarsi quanto diceva Don Giovanni Bosco: “Non è sufficiente amare un figlio, bisogna sentire se lui si sente amato”.
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