Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

Alberto Cozzi: “Abbandono/accoglienza: un nuovo luogo per la teologia”. Sabato 7 agosto on line il primo contributo del teologo sul tema

Cozzi illustra il profilo della ulteriore occasione offerta dalle dinamiche abbandono-accoglienza anche per la riflessione teologica: abitare un nuovo luogo dell’esperienza per riflettere sulla rivelazione

Il numero 1 della rivista “Lemà sabactàni?” costituisce, insieme al n. 2, il primo di due fascicoli destinati ad illustrare l’identità e il senso della rivista così come delle sue prospettive, per offrire un contributo in ambito antropologico, teologico, sociale, giuridico e culturale stimolando e animando la riflessione civile ed ecclesiale sui temi dell’accoglienza famigliare adottiva ed affidataria.

Un progetto, anche editoriale, che individuava nella rivista un nuovo strumento dedicato da un lato all’infanzia in stato di abbandono ed all’accoglienza familiare quali esperienze universali e diffuse, vissute secondo prospettive ed in condizioni differenti, presenti e rinvenibili, benché diversamente comprese e gestite, lungo l’ampio arco storico di tutte le culture o civiltà, di cui abbiamo in qualche modo traccia di una minima organizzazione sociale quando non di esplicite relazioni familiari; dall’altro, sensibile alla singolare e paradigmatica storia di Gesù, alla sua intima familiarità con Dio Padre, al suo abbracciare ed attraversare la vita sino alla passione ed al suo approcciare la morte.

Una vicenda, quella di Gesù, in grado di illustrare e svelare, nell’orizzonte della fede cristiana, sia il volto, l’identità e la volontà di Dio Trinità, sia il senso, la struttura ed il destino della vita dell’uomo, di ogni uomo, mentre non trascura di sperimentare l’abbandono e indica l’accoglienza dei bambini quale idonea prassi per accogliere lui ed il “Padre” che “l’ha inviato”.

Universalità e particolarità, la storia di un uomo e la vicenda di molti, un rapporto dialettico tra esperienze che consentono di esplicitare le coordinate che sono state assunte dalla rivista “Lema sabactàni?”: il punto prospettico – da dove osserva – e le prospettive di interesse – dove indirizza lo sguardo.

L’esperienza adottiva vissuta secondo il senso cristiano dell’accoglienza 

Se il punto prospettico può essere sinteticamente individuato nell’esperienza adottiva vissuta secondo il senso cristiano dell’accoglienza, le prospettive di interesse incrociano una pluralità di condizioni e situazioni, vissute sia da Gesù che da molte persone – coniugi, genitori, figli, … – in grado di associare alla domanda sul perché dell’abbandono, diverse tracce di ricerca: sull’identità dei soggetti coinvolti – Dio compreso –, sulle relazioni che costituiscono la trama della loro vita, sul senso attribuibile ad un’esistenza degna di essere autenticamente vissuta pur segnata da alterne vicende (difficoltà, generosità, abbandono, fertilità, accoglienza, disperazione, ipofertilità, disponibilità, fecondità, dono, sterilità, speranza, …).

Sia dal quotidiano incontro con tante storie di relazioni (ora in difficoltà, sospese, mortificate, interrotte, spezzate, ora desiderate, cercate, attese, ripristinate, generate), sia dalla personale e comunitaria esperienza di fede, con “Lema sabactàni?” si sono approcciate le esperienze dell’abbandono e dell’accoglienza per osservare, indagare e riflettere sulla loro identità, la loro struttura, le loro intrinseche dinamiche, il senso ed il significato in esse rinvenibili, anche secondo la ricchezza e la pluralità delle prospettive teologiche.

Un’ulteriore occasione per raccogliere attorno al dramma dell’abbandono ed all’armonia dell’accoglienza familiare, la riflessione e la ricerca proprie della teologia, dal profilo interconfessionale ed ecumenico, con proiezioni nella dimensione del dialogo e del confronto interreligioso, aperte al contributo ed attente all’apporto di altre fonti e discipline del sapere umano.

“Lema sabactàni?”: uno strumento di ricerca e di approfondimento

Lema sabactàni?” si configura, dunque, quale ulteriore strumento per proseguire un percorso di ricerca, studio, analisi ed approfondimento circa l’identità e le condizioni dei bambini abbandonati ovvero privi o privati dalle relazioni familiari, precisamente genitoriali, (orfani, allontanati dalla propria famiglia con relazioni temporaneamente sospese o definitivamente interrotte, …), con il fermo ed inequivocabile convincimento della necessità che sia realizzato e non solo affermato il loro diritto a vivere e crescere accolti in una propria famiglia, quale idonea dimensione di relazioni non sostituibile o altrimenti surrogabile.

Ma tale percorso viene intenzionalmente illuminato ed istruito dalla vicenda singolare e paradigmatica di Gesù il quale – rivelazione del volto, dell’identità e della volontà di Dio trinità – ha inteso vivere senza risparmio anche la disperazione dell’abbandono da Figlio per poter ribadire ed assicurare la reale speranza dell’accoglienza gratuita, sincera, definitiva, fedele ed incondizionata del Padre.

La rivista si propone quindi di accostare le esperienze dell’abbandono e quelle dell’accoglienza per osservare, indagare e riflettere sulla loro identità, la loro struttura, le loro intrinseche dinamiche, il senso ed il significato in esse rinvenibili, anche secondo la ricchezza e la pluralità delle prospettive teologiche.

“Lema sabactàni?”: il contributo del teologo Alberto Cozzi

Il primo numero della Rivista ospita anche il primo dei preziosi e fondamentali contributi al tema del teologo Alberto Cozzi (vicepreside della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e preside dell’ISSR di Milano) negli anni pubblicati sulle pagine di “Lemà sabactàni?”; con l’articolo che in undici distinte tappe qui volentieri riproponiamo – abbandono/accoglienza: un nuovo luogo per la teologia – Cozzi illustra il profilo della ulteriore occasione offerta dalle dinamiche abbandono-accoglienza anche per la riflessione teologica: abitare un nuovo luogo dell’esperienza per riflettere sulla rivelazione.

Questo il programma in cui si articola la pubblicazione on line del contributo di Alberto Cozzi:

  1. La sfida: abitare un nuovo luogo dell’esperienza per riflettere sulla rivelazione.
  2. Il grido di abbandono di Gesù in croce.

    III. Perché Gesù non scende dalla croce?

  1. L’invocazione di Dio Padre in Isaia (Is 63-7-64,11).
  2. Il giusto-figlio messo alla prova (Sap 2-3).
  3. La risurrezione come riconoscimento-nuova nascita del figlio nel mondo.

  VII. Il libero affidamento di Gesù sulla croce.

VIII. La dinamica di abbandono-affidamento come pedagogia filiale della comunione.

  1. Il ritirarsi di Dio dalla sua immagine e la decisione di credere.
  2. L’intensificazione della comunione al di là dell’esperienza immediata.
  3. Il luogo dell’esperienza trinitaria di Dio.

Per una completa ed organica lettura del contributo di Alberto Cozzi, ridimensionato per esigenze redazionali in questa articolata occasione, suggeriamo l’acquisto del fascicolo n. 1 della rivista.

Gianmario Fogliazza

Centro Studi La Pietra Scartata

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA