“Due adolescenti molto diversi tra loro, innamorati della stessa ragazza e proprio per questo non si sopportano”: il romanzo di Don Alberto Ravagnani… tutto da scoprire
Don Alberto Ravagnani, è il giovane sacerdote di 28 anni, autore del libro “La tua vita e la mia”, edito da Rizzoli (288 pagine, 16 euro).
Durante il lockdown è stato costretto ad interrompere la propria opera “in presenza” assieme ai ragazzi dell’oratorio di San Filippo Neri di Busto Arsizio e agli studenti del liceo Arturo Tosi, dove insegna religione ma l’isolamento non lo ha di certo fermato nella sua opera di “comunicazione della fede”, anzi, gli ha permesso di raggiungere ancora più giovani, divenendo seguitissimo sul web, grazie al canale Youtube «Viva la fede» e al podcast Doncast.
Nel libro “La tua vita e la mia”, Don Ravagnani punta nuovamente a coinvolgere tutti, ma soprattutto i giovani, grazie al racconto delle vicende di due adolescenti dei giorni nostri narrata attraverso l’utilizzo di un linguaggio semplice e veloce.
Protagonisti sono Federico e Riccardo, due adolescenti molto diversi tra loro, innamorati della stessa ragazza e proprio per questo non si sopportano. Sarà Don Andrea, il giovane parroco dell’oratorio a far avvicinare i due, il sacerdote “ che gira in centro su un monoruota elettrico e che non disdegna Instagram per parlare al cuore dei suoi ragazzi”. Il resto della storia è tutta da scoprire.
Don Andrea, come Don Alberto è “un prete normale”. Attorno alla storia di Federico e Riccardo si intreccia una quotidianità vera, che seppur di fantasia, attinge all’esperienza di vita di Don Ravagnani e dei suoi ragazzi e dove emerge il volto di Dio.
«Il libro – racconta il sacerdote ad Avvenire – nasce dalla mia esperienza in oratorio, soprattutto quella fatta qui a Busto Arsizio da sacerdote. Ho raccontato una storia che in qualche modo ha per protagonisti i miei ragazzi. Gli eventi narrati sono di fantasia ma rispecchiano quello che si vive ogni giorno in oratorio, dove si ritrovano i ragazzi “bravi”, di buona famiglia, e quelli “meno bravi”, alle volte disagiati, o anche quelli stigmatizzati, che poi in realtà spesso diventando amici degli altri, dopo pochi incontri, trovano il modo di riscattarsi».
Don Alberto parla ai giovani con il linguaggio dei giovani, utilizza i social e il web per diffondere un messaggio di fede e di speranza.
La dedica poi è meravigliosa: “Ai miei ragazzi, perché sono la parte più bella di me…”
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