Arrivano risultati sorprendenti da una ricerca IPSOS commissionata dalla CEI per il progetto Seme diVento, che fanno ripensare alcuni stereotipi relativi agli adolescenti
“Un giovane su due si definisce credente”. È questo uno dei dati emersi dall’indagine Ipsos commissionata per il progetto “Seme diVento”, che vede coinvolti i tre uffici CEI per la Catechesi, per il Servizio di Pastorale Giovanile e per la Pastorale per la Famiglia, per la definizione e l’implementazione di un nuovo cammino di formazione e accompagnamento “con” e “per” gli adolescenti.
Il progetto è stato presentato al pubblico, tramite webinar, dal centro congressi “Villa Aurelia Roma”, nel pomeriggio del 12 Luglio. A intervenire, tra gli altri, anche il presidente di Ipsos Italia, Nando Pagnoncelli, il quale ha presentato i risultati di un’indagine condotta sugli adolescenti, fra i 14 e i 18 anni, commissionata proprio dalla CEI.
Fede e rappresentazione di sé
I risultati della ricerca suggeriscono che alcuni stereotipi che accompagnano gli adolescenti devono essere rivisti. In primo luogo, il 53% degli adolescenti indica di essere credente; più degli adulti che si dichiarano tali (con una percentuale vicina al 30%). Inoltre, il 37% degli adolescenti frequenta l’oratorio, tra questi ci sono anche non credenti. Pagnoncelli deduce da questo risultato che è possibile che non vi sia una polarizzazione tra chi crede e chi non crede. Anche perché i dati mostrano che gli adolescenti non credenti, più che ostili alla Chiesa, se ne sentono esclusivamente distanti.
Il secondo degli stereotipi che la ricerca Ipsos demolisce è quello dell’adolescente insoddisfatto. Infatti, due giovani su tre si dicono soddisfatti della propria vita, così come del proprio fisico: solo un giovane su cinque non si dichiara soddisfatto del proprio aspetto.
Nel suo intervento Pagnoncelli ha proposto un affondo sui dati molto interessante: gli adolescenti “attivi” dentro la Chiesa, ovvero che partecipano alla Celebrazione domenicale e che fanno parte di un’organizzazione religiosa come la parrocchia, hanno atteggiamenti più felici, più postivi, in termini di soddisfazione per la propria vita: il mito dell’adolescente insoddisfatto è falso, a maggior ragione per i cristiani “praticanti”.
Figure di riferimento e futuro
Pagnoncelli ha poi proseguito il suo intervento aprendosi al tema della fiducia che gli adolescenti pongono nelle persone, nelle organizzazioni e nel futuro. Le principali figure di riferimento indicate dai giovani sono, in ordine di importanza: i genitori, gli amici e se stessi. La terza voce conferma l’immagine positiva di sé che molti adolescenti hanno. In aggiunta, è utile specificare che tra i due genitori è la madre ad essere la principale figura di riferimento.
Un ragazzo su dieci indica di non avere una figura di riferimento, di questi, il 37% dichiara che la vorrebbe ma che non riesce a trovarla. Quest’ultimo dato mostra come molti adolescenti abbiano ancora bisogno di accompagnamento, per evitare la solitudine. La caratteristica più apprezzata della figura di riferimento è, manco a dirlo, la mancanza di giudizio.
Per quanto riguarda la fiducia nelle organizzazioni, la fiducia nei preti e nella Chiesa è decisamente bassa, superiore solo a quella nello Stato Italiano. In sintesi, solo il 15% degli adolescenti pensa che la Chiesa sappia ascoltare e capire i giovani.
Gli adolescenti, anche in questo periodo di pandemia, sono ottimisti e propositivi! Due su tre si dichiarano consapevoli del fatto di stare costruendo il proprio futuro attraverso le scelte del presente e il 50% indica di avere già le idee chiare rispetto al proprio avvenire.
La maggioranza degli adolescenti reputa di vivere in un contesto più problematico rispetto a quello dei propri genitori: solo il 37% di loro è convinto che avrà un futuro economico migliore rispetto alla generazione precedente e il 35% che avrà una qualità di vita superiore.
Il mondo che vivranno gli adolescenti è rappresentato dagli stessi come più complicato ma, allo stesso tempo, anche più ricco di opportunità. In particolare, per quanto riguarda la trasformazione ecologica, il 59% si aspetta una società diversa, più sostenibile e attenta all’ambiente.
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


