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Come aiutare i giovani nella scelta tra matrimonio e convivenza?

Gent.ma redazione,

mi chiamo Andrea e sono papà di due figli. Il più grande, ormai adulto e indipendente, vorrebbe andare a convivere con la propria fidanzata, con la quale fa coppia fissa, ormai da un paio di anni. La nostra è una famiglia cattolica, io e mia moglie siamo sposati da quasi 30 anni e ci piacerebbe che i ragazzi, che sono complici ed innamorati si orientassero verso il matrimonio. Potete darci qualche consiglio?

Caro Andrea,

non è facile aiutare un figlio a scegliere tra matrimonio e convivenza, tra una forma impegnativa ed una che lascia ampi spazi a possibili ripensamenti.

Il nostro tempo è connotato da una generale incertezza per quasi tutto il futuro sia materiale che affettivo, abbiamo perso la “speranza” condizione indispensabile per dare forza e significato alle nostre azioni.

Dobbiamo dire ai nostri cari che devono tornare a sperare, ad avere atteggiamenti propositivi. Solo in questo modo è possibile costruire il futuro.

La differenza tra matrimonio e convivenza è in gran parte qui. Anche lo studio sociologico a firma di Fernando Pliego, apparso sul web magazine Aleteia, conferma come le unioni matrimoniali siano molto più stabili di quelle libere.

Sposarsi è una pubblica e reciproca dichiarazione di progettualità, di assunzione di responsabilità e di speranza per il futuro. La convivenza, anche se non tutte le unioni libere sono identiche, è una situazione di attesa, di valutazione degli accadimenti senza un chiaro impegno reciproco.

Secondo il sociologo si possono distinguere, nella prassi comune, tre diversi tipi di unione libera: “quella che è il risultato di una relazione casuale, senza aspettative né progetti di futuro, quella che viene considerata un test e quella in cui i giovani dicono: “Non ci sposiamo ora perché dobbiamo mettere da parte del denaro, comprare una casa…”

Il giudizio di Pilego è netto: “Nessuna di queste tre opzioni ha la forza e il livello di impegno del matrimonio”.

Caro Andrea, la vita è una sfida che dobbiamo accettare e solo con un profondo sentimento di condivisione, possiamo sperare di vincerla insieme a chi amiamo.

 

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