La solennità di Pentecoste ha chiuso “L’anno Laudato si’”, dopo una settimana importante, coronamento di un grosso lavoro di approfondimento e sensibilizzazione verso la conversione ecologica e per uno sviluppo umano integrale

Domenica 23 maggio, solennità di Pentecoste, Papa Francesco durante il Regina Caeli ha ricordato che gli Apostoli: “Uscirono senza timore e cominciarono a predicare Gesù”, ricordando che “Lo Spirito di Dio è armonia, è unità, unisce le differenze.” A seguire, Francesco ha ricordato che nella stessa giornata si conclude l’anno dedicato alla Laudato Si’, invitando a continuare insieme il cammino, “ascoltando il grido della Terra e dei poveri”.
Nel segno di un messaggio che deve diventare iniziativa concreta
Il Cardinal Tagle, Prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli; Monsignor Domenico Sorrentino, Vescovo della diocesi di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino; Padre Augusto Zampini, Segretario Aggiunto del Dicastero per il Servizio Umano Integrale e padre Michael Perry sono intervenuti all’incontro di preghiera per la chiusura dell’Anno dell’Anniversario Speciale Laudato Si’, nell’ambito della settimana di lavori dedicata all’enciclica, in corso dal 16 al 25 maggio 2021.
Monsignor Sorrentino è intervenuto da San Damiano, dove Francesco ha iniziato a costruire la sua casa, che è diventata la casa universale comune, avendo Francesco colto il messaggio del Signore. “Non è solo un problema intellettuale di comprensione – dichiara il vescovo- ma (la Laudato Si’) deve diventare iniziativa, azione”. Prosegue: “Andate e riparate questa nostra casa… Noi possiamo diventare animatori di questa natura molto tenera, noi possiamo essere gli animatori di questa conversione ecologica”, evidenzia, dopo la nostra conoscenza e la nostra comprensione di questi principi. Il mondo ha bisogno di essere ricreato e risanato. Noi siamo i custodi di questa terra.
Il Cardinal Tagle, Prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli prosegue: “La chiesa esiste per essere Missione.” Pur comprendendo come la paura possa essere un sentimento normale, a maggior ragione dopo la pandemia, il Cardinale sottolinea come essere riempiti dallo Spirito Santo significa anche essere consolati. Dobbiamo avere Gesù come nostro punto di riferimento. Ricordando che tutto questo non è un’idea astratta: “Il mondo di Dio è nel Creato…” Agire, dunque, “significa trasformare la storia”.
Gli animatori della Laudato si’ diventano così attori nei propri territori
La settimana di lavori dedicata all’Enciclica si sta avviando alla conclusione anche con una serie di appuntamenti focalizzati a riflettere su temi quali l’educazione, l’energia, l’importanza di seminare speranza.
Nella giornata di lunedì 24 maggio è stata la volta della Tavola Rotonda sull’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari. Il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale del Vaticano, che ha pubblicato il documento Acqua fons Vitae darà aggiornamenti sul progetto (WASH – Water, Sanitation and Hygiene).
Anche Ai.Bi. ha partecipato alle tante iniziative sull’argomento, dando il suo contributo. Afferma Marzia Masiello – Ufficio relazioni pubbliche e istituzionali di Ai.Bi.: “Come Ai.Bi. e cooperativa AiBC abbiamo realizzato tre incontri nell’ambito del progetto La scuola di e per la comunità, con il Contributo del Ministero dell’istruzione sulla Laudato si’. Gli incontri sono stati condotti da Luca Pasquale, Professore Incaricato di Pedagogia Generale della Pontificia Università Lateranense, che attraverso l’arte ha condotto i partecipanti dentro la bellezza e la responsabilità del Creato. Abbiamo ritenuto importante porre l’accento sull’enciclica papale e proporla così alla comunità educante, nello stesso momento in cui gli studenti coinvolti nel progetto ragionavano sui temi dell’Agenda 2030. Una comunità che si occupa del presente e del futuro delle giovani generazioni è bene che si avvicini ai temi dello sviluppo umano integrale. Non sempre come adulti contemporanei abbiamo il tempo o le sensibilità o il desiderio di essere stupiti dalla grandezza della creazione. Ma oggi non si tratta più soltanto di mero spirito contemplativo. Dalla riscoperta della bellezza della natura e della casa comune possiamo comprenderne la delicatezza, unitamente alla responsabilità che abbiamo nel preservarla. E questo richiede comportamenti adeguati a rispondere a un’emergenza senza pari, dove il mondo e la creazione tutta sono in gioco.
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